Annunci: La voce di alcuni studenti del biennio

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La voce di alcuni studenti del biennio

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“Penso che la didattica a distanza abbia delle difficoltà: siamo in una situazione in cui non ci saremmo mai aspettati di essere.

I professori programmano le loro lezioni in Teams e visto che c'è un elevato numero di studenti collegati talvolta ci sono problemi ad entrare e, a volte, a causa dei nostri dispositivi non riusciamo ad attivare l'audio e la fotocamera. Ovviamente c’è chi usa questa scusa per non partecipare alla lezione, ma si danneggia da solo.

Per il resto a livello di verifiche e interrogazioni, nonostante le difficoltà, gli insegnanti cercano in ogni modo possibile di non far copiare noi studenti ed è una cosa certamente positiva, perché ci incentiva a studiare. Per quanto riguarda i compiti sono leggermente  aumentati, ma non è un grosso problema perché in questo periodo siamo a casa a non fare nulla” 

 

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“Secondo me la didattica a distanza non porta mai a eguagliare, in quanto a rendimento degli studenti, la scuola in presenza, che infatti rimane ancora la più utilizzata nel mondo.
Anche se molti paesi utilizzano già la DAD per collegare gli studenti distanti dall’edificio scuola, credo che il numero di fuori classe siano molto minori rispetto alle nostre classi connesse in questo momento di difficoltà.
Il primo problema, che ho riscontrato nella nostra classe, è che tutti quanti, tranne il professore, non accendono la camera quindi, tutta la mimica facciale, che permette al docente di capire cosa passa nella testa dello studente, se è distratto, se non ha capito o se ha capito, se si perde.

Uno degli altri problemi che ho notato è che molti ragazzi si connettono, fanno cinque-dieci minuti di lezione e, dopo, iniziano a stufarsi e a fare altro, sempre con la lezione in sottofondo che continua e, se o quando vengono chiamati, preferiscono non parlare per simulare una disconnessione o un errore.

Un’altra questione importante a sfavore della DAD è la disparità tecnologica che gli studenti hanno in casa, per qualcuno è molto più semplice che per altri seguire le lezioni online.”

 

 

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“Per quanto mi riguarda (mi riferisco ai miei problemi di salute), la didattica a distanza è positiva, perché mi permette di essere sempre presente, meno stanca e più concentrata e mi consente anche di approfondire e “riempire” alcune lacune che prima avevo e che adesso sto iniziando a colmare. Comunque mi manca il contatto con i prof e i compagni e la scuola in generale!

Aldilà di tutto, mi auguro che il rientro coincida con la fine dell’emergenza!”

 

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“La situazione di emergenza che stiamo vivendo ha portato dei grossi cambiamenti nelle nostre vite.

Per noi studenti, uno dei più grandi è stato quello della scuola, che ha dovuto adattarsi, molto rapidamente, alla didattica on-line e passare quindi all’utilizzo delle tecnologie digitali.

Gli studenti sono quindi adesso costretti a passare diverse ore al giorno (ben oltre gli standard consigliati) davanti ad un video, per ascoltare le spiegazioni, per essere interrogati, per svolgere le verifiche e, spesso, per fare i compiti assegnati. Senza contare le ore che già passano normalmente, per diletto, al cellulare. Questo porta spesso mal di testa e bruciore agli occhi, ed a molte distrazioni. Inoltre alcuni ragazzi hanno problemi con i mezzi necessari per seguire le lezioni perché devono condividere il computer con altri familiari o non hanno una connessione adeguata.

La didattica a distanza è sicuramente preferibile per i ragazzi che abitano lontano dall’istituto, perché non devono uscire presto di casa. È ottima anche in caso di malattia degli studenti perché si possono seguire comunque le lezioni.

Con questo metodo di insegnamento però, la relazione umana è passata in secondo piano.

La scuola a distanza non può sostituirsi a una lezione in aula, in cui studenti e docenti comunicano non solo con le parole, con i libri, con i video, ma soprattutto con gli sguardi, con l’incontro e, talvolta, lo scontro.

Con la DAD non c’è più il supporto del professore quando si è in difficoltà, nè la chiacchiera con i compagni, e non ci sono più le relazioni che ci fanno crescere come studenti e come futuri adulti che dovranno inserirsi in una società formata da persone.

Nonostante i “contro”, credo sia giusto che i ragazzi continuino a seguire le lezioni on-line, cercando di mantenere una situazione di continuità e stabilità, in attesa di poter tornare ad un clima più disteso e sereno.”​

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Elemento creato il 13/05/2020 22:17 da Alberto Elia
Ultima modifica eseguita il 13/05/2020 22:17 da Alberto Elia