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Smart Working

A seguito delle misure governative finalizzate al contrasto e contenimento del diffondersi del virus COVID-19, salvo nuove disposizioni, è stato attivato lo smart working per tutto il personale.

Il ricevimento del pubblico presso la propria sede di Grugliasco è sospeso fino a nuova comunicazione.

Nel medesimo periodo è comunque garantita la possibilità di contattare la scuola attraverso i seguenti canali:



  • Campus ITI E. Majorana Grugliasco

  • Auditorium ITI E. Majorana Grugliasco - per prenotazioni visita il sito www.itismajo.gov.it/audiovisivi

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  • Campus ITI E. Majorana Grugliasco - campo da calcio

  • Campus ITI E. Majorana Grugliasco - campo da calcio

  • Laboratorio Informatica 1

  • Laboratorio Informatica 2

  • Laboratorio Sistemi Elettronici

  • Laboratorio Telecomunicazioni

OFFERTA FORMATIVA

Elettronica ed Elettrotecnica 
Informatica e Telecomunicazioni 
Chimica, Materiali e Biotecnologie 
L’Istituto Tecnico Industriale Ettore Majorana forma periti tecnici industriali negli indirizzi di "Informatica e Telecomunicazioni", "Elettronica ed Elettrotecnica", e "Chimica, Materiali e Biotecnologie" preparandoli ad inserirsi rapidamente in realtà produttive tecnologicamente avanzate o a proseguire con successo gli studi universitari. (Per saperne di più consulta l'Offerta Formativa.)
Open Day 2018/19 

GESTIONE EMERGENZA SANITARIA e FORMAZIONE A DISTANZA

Comunicazioni emergenza sanitaria 
Formazione a distanza - sezione docenti 
Formazione a distanza - sezione studenti 
 


Rispondendo alle esigenze imposte dalla situazione di emergenza che stiamo attraversando, cogliamo l’opportunità di sperimentare, ex novo per alcuni o con degli accorgimenti migliorativi per altri, la didattica a distanza che permette una grande flessibilità e una particolare poliedricità di utilizzo.


Affrontiamo questo sentiero tutti insieme, docenti e studenti.

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ANNUARIO 2019-2020

Annuario 2019-2020  

#maturità2020 #iorestoacasa

#maturità2020 #iorestoacasa 

Concorso di Storia contemporanea

Stefano Cipolletta, Sara Cuscito, Anna Laura Florio, Gianmaria Roggero e Edoardo Viviani della classe 5 C info, coordinati dalla professoressa Alessandra Celati, hanno vinto il concorso di Storia Contemporanea bandito dalla Regione Piemonte, permettendo al nostro Istituto di piazzarsi al primo posto, con un punteggio di 100/100...
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INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI SERALE
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  • Report Utenti con Teams e office 365

  • Dispositivi più usato per le videoconferenze

  • Report Videoconferenze con Teams

  • Report Utenti che accedono alla piattaforma Moodle

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NOTIZIE

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Stefano Cipolletta, Sara Cuscito, Anna Laura Florio, Gianmaria Roggero e Edoardo Viviani della classe 5 C info, coordinati dalla professoressa Alessandra Celati, hanno vinto il...
di Nessuna informazione sulla presenzaWebmaster-C
Stefano Cipolletta, Sara Cuscito, Anna Laura Florio, Gianmaria Roggero e Edoardo Viviani della classe 5 C info, coordinati dalla professoressa Alessandra Celati, hanno vinto il concorso di Storia Contemporanea bandito dalla Regione Piemonte, permettendo al nostro Istituto di piazzarsi al primo posto, con un punteggio di 100/100, su 54 scuole, in gran parte licei. I ragazzi hanno condotto una ricerca sul tema "Donne e sport nel '900", approfondendo in particolare la storia del calcio femminile attraverso ricerche bibliografiche e interviste a protagoniste e protagonisti del passato e del presente. I risultati della ricerca sono pubblicati ne sito web "Un dribbling lungo un secolo", che a sua volta spicca per la cura grafica e l'organizzazione delle diverse sezioni, a testimonianza dell'eccellenza raggiunta dai ragazzi nel campo dell'informatica oltre che delle scienze umane. I ragazzi meritano un grosso applauso e consigliamo a tutti di visitare il sito progettostoria.altervista.org​
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​L’ITIS MAJORANA, a partire dall’AS 2015/16, fa parte della LEAN EDUCATION NETWORK delle scuole della CITTA’ METROPOLITANA DI TORINO, composta da circa 30 istituti tecnici / professionali e...
di Nessuna informazione sulla presenzaAlberto Elia

L’ITIS MAJORANA, a partire dall’AS 2015/16, fa parte della LEAN EDUCATION NETWORK delle scuole della CITTA’ METROPOLITANA DI TORINO, composta da circa 30 istituti tecnici / professionali e da circa 30 Licei. Pertanto, ormai da circa 5 anni il nostro istituto eroga, all’interno della disciplina GPOI ( Gestione Progettazione Organizzazione di Impresa ) ed in particolare agli studenti delle Classi Quinte Informatica, la CERTIFICAZIONE ENTERPRISE LEAN ORGANIZATION che fa riferimento al noto metodo TOYOTA PRODUCTION SYSTEM. La metodologia TOYOTA si propone agli studenti come uno dei metodi strategici nell’ambito della organizzazione e gestione delle risorse umane all’interno di una azienda, fornendo loro strumenti operativi per la gestione dei TEAMS AZIENDALI, nell’ambito del MIGLIORAMENTO CONTINUO dei SERVIZI / PRODOTTI sviluppati da una impresa verso i propri CLIENTI. L’obiettivo dei giochi di squadra eseguiti durante il corso e’ infatti quello di sviluppare una mentalita’ snella ( LEAN THINKING ) negli studenti, idonea a far fronte alle problematiche emergenti del mercato globale delle imprese.   

                                                                                              Carlo Gino​

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​Alla fine di questa pestilenza, ci dicono, torneremo a fare le cose che facevamo prima; ma non sarà più come prima. Il lockdown ci sta insegnando infatti...
di Nessuna informazione sulla presenzaAlberto Elia

Alla fine di questa pestilenza, ci dicono, torneremo a fare le cose che facevamo prima; ma non sarà più come prima. Il lockdown ci sta insegnando infatti alcune cose molto preziose: prima tra tutti l’inutilità di correre tutti i giorni per andare al posto di lavoro, perché si può lavorare anche da casa. E poi… inutile andare alla posta perché c’è l’app e pure andare dal medico per la solita ricetta perché lui o lei ce la possono mandare via email.

Si, perché, diciamocelo, da molti punti di vista la nostra vita “di prima” non era poi un granchè: in coda alla posta, in coda all’aeroporto, in coda al semaforo, in coda al museo, in coda al cinema, in coda per una qualche pratica, in coda alle biglietterie, in coda all’ inaugurazione, in coda in pizzeria e dopo anche alla discoteca, Per non dire di quando stavamo tutti ammassati come sardine (nessuna allusione, solo uno stereotipo) nella metro, sui tram, al villaggio turistico, sulla spiaggia, in crociera, allo stadio, nel palazzetto, alla sagra dei peperoni, all’apericena, nella funivia, al concerto e in piazza per la movida. 

Tutti sempre uno addosso all’ altro e sempre in coda…davvero pronti per ammalarci tutti insieme! Nel mondo “di prima” prenotare una visita voleva dire aspettare ore  in ambulatori strapieni di bacilli; così come prendere i mezzi pubblici, sozzi e affollati, era un sicuro rischio per la salute (oltre che per zainetti ed accessori vari). 

Viviamo in una (in)civiltà eticamente e – appunto – civilmente sottodimensionata: le politiche di austerity e di razionalizzazione erano state calibrate per farci stare sempre e solo in coda e ammassati gli uni sugli altri! 

Eravamo abituati così e ci sembrava pure bello! Ma il disastro era inevitabile. 

Quello che non abbiamo ancora il coraggio di ammettere è che siamo sempre stati dentro un mega allevamento di polli in batteria. Da sempre allevati a terra, ora siamo finiti in gabbia perchè ci siamo infettati uno con l’altro e possiamo continuare a farlo. Come se fossimo (stati) noi a pretendere posti stretti sull’ aereo o, in generale, a desiderare ardentemente di stare quotidianamente ammassati per ore da qualche parte. 

Contro le aspettative di molti, il telelavoro e la didattica a distanza hanno funzionato abbastanza bene, in qualche caso oltre le aspettative. La logistica ed il commercio elettronico vanno alla grande, le strade sono libere (a parte i rider privi di protezioni e diritti e qualche ostinato untore), le merci (comprese quelle della conoscenza) viaggiano, gli animali domestici spadroneggiano in città, fieramente esibiti come lasciapassare sociale. Per non dire dell’inquinamento, che non manca davvero a nessuno, nemmeno ai negazionisti più intolleranti e ai nostalgici del carbone e della torba nazionale.

Ma allora perché tutti i giorni saltavamo su un treno strapieno e maleodorante per andare a scuola o a lavorare? 

Uscire dall’ allevamento in batteria potrebbe essere difficile: si dovrebbe andare ad abitare in una casetta economica, ma accogliente, dotarsi di una buona connessione internet per poter lavorare a distanza e smetterla di fare il pendolare. Ma come faremo?

Davvero triste vedere elicotteri e droni dare la caccia (materiale, mediatica e puntualmente social) a chi cerca di raggiungere le seconde case per passare la quarantena isolato in mezzo alla natura, magari con un orto o un prato a disposizione. Ci vogliono in batteria, pronti per tornare in fila, quando sarà ora.

Ma davvero non vediamo l’ora di pestarci di nuovo i piedi su bus strapieni e treni puzzolenti? Davvero siamo così desiderosi di ammassarci da qualche parte per qualche evento? Siamo di nuovo pronti a stare in coda ore sotto il sole per vedere un’opera che è già su internet, oltre che su mille pubblicazioni tradizionali? Ci mancano così tanto gli aperitivi nei quartieri della movida frequentati da orde di alcol-dipendenti senza un domani? Quale insano piacere ci spingeva a girare ore senza trovare un parcheggio? 

Ora, però, le misure di blocco delle attività professionali sembrano in grado di distruggere anche quelle persone che, coraggiosamente, non lavoravano in batteria: agricoltori, professionisti, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, albergatori, ristoratori. Senza queste persone e le loro attività il fallimento della comunità è garantito: a completare la pestilenza, la carestia, come nei migliori docufilm.

Ma per i giovani che sono oggi a scuola non ci saranno né pestilenza né carestia, sarà probabilmente solo rinascimento! Potrebbero sicuramente completare gli studi in qualsiasi università con corsi a distanza. Potrebbero – per loro fortuna –  non trovare più posto nell’allevamento in batteria e doversi reinventare i mestieri in base a diverse scale di valori. Ma potranno lavorare anche da casa, vendere servizi, prodotti e idee attraverso internet, senza doversi per forza spostare di continuo. Se vorranno, invece, andare tutti i giorni in giro basteranno un furgone e una patente – neanche un diploma – per le consegne a domicilio.

Per chi ha ancora la terra o lavora nell’alimentare la vendita di prossimità rimarrà sicuramente fondamentale, ma il nuovo mercato saranno i marketplace su internet come Amazon ed eBay che stanno aiutando – più di qualsiasi governo e finanziamento – le piccole aziende e gli  artigiani a sopravvivere. Con un posticino su eBay o su Amazon possiamo vendere qualsiasi cosa in tutto il mondo e, magari, rilanciare l’attività dei genitori o dei nonni senza chiuderla o svenderla. 

A chi scegliesse lo sviluppo Software, l’APP Store e il Play Store consentono di vendere e distribuire APP con costi di esercizio minimi su un mercato mondiale. Può farlo chiunque perché non i nostri ragazzi? Per sviluppare siti internet e servizi web – neanche da dirlo – si lavora da sempre in rete. Le fatture sono elettroniche, la flat tax aiuta ad avviare una start-up meglio di un incubatore… insomma guadagnare onestamente liberi da vincoli e orari potrebbe essere davvero sorprendentemente facile e possibile.

Con Internet si possono aprire aziende individuali, fare i liberi professionisti o i dipendenti senza i costi e le scomodità della vita in batteria. La casa ereditata dai nonni, la seconda casa, magari lontana dalle città malate, sarà il posto perfetto per vivere, crescere una famiglia e lavorare in una nuova dimensione, lontana dai contagi, più vicina alla natura e al tempo stesso più tecnologica, più ecologica e più ricca di affetti famigliari. Anche nella provincia più lontana (dove le case costano poco) basterà avere una connessione internet e un fienile o una soffitta da dedicare a ufficio/studio/laboratorio/sala computer per iniziare una nuova attività, per  lavorare a distanza o meglio ancora proseguire l’attività di famiglia. 

Alla fine Internet ci ha già salvato.

 

Dario Zucchini

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di Nessuna informazione sulla presenzaAlberto Elia
​Devo ammettere che all'inizio la DAD mi aveva spiazzato. Nelle mie lezioni solitamente metto in gioco tutte le arti per stimolare i miei allievi e mi spiaceva perdere...
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Devo ammettere che all'inizio la DAD mi aveva spiazzato. Nelle mie lezioni solitamente metto in gioco tutte le arti per stimolare i miei allievi e mi spiaceva perdere completamente l'aggancio con questa parte, tanto importante per la loro piena e libera espressione.

Allora è nata l'idea di lavorare sui nostri talenti alla scoperta della nostra vocazione, in questo tempo sospeso si ha lo spazio per riflettere e pensare, perchè non usarlo per guardarsi dentro ed esplorare?

Abbiamo usato come metafora il mito di Teseo: ognuno di noi era Teseo,il minotauro rappresentava le nostre paure, dubbi e timori, il labirinto invece erano le mura di casa e il filo di Arianna era l'amore, la passione ed il trasporto per qualcosa di grande da realizzare, che ci potesse stanare e far evadere dalla quarantena. 

Ho lanciato loro una sfida: trovare il Kairos di questo tempo, un momento propizio per scoprire e scoprirsi, dove non è più la frenesia a dettare le nostre vite ma il fermarsi per fare memoria di una diversa concezione dello scorrere della vita.

Siamo così diventati "armonizzatori" di tempo ed abbiamo unito la dualità fra Kronos e Kairos facendole convolare a nozze in un unico flusso: che è un vero Kairos per ciascuno di noi. 

Grazie all’aiuto del prof. Zucchini ci siamo lanciati nella creazione del blog, con il suo supporto un gruppo di ragazzi della 4c informatica si è fatto carico della parte tecnica del lavoro ed è diventato il luogo per dare voce ai nostri fili di Arianna: testi, poesie, canzoni e disegni.

Manca ancora molto materiale che è in fase di elaborazione, correzione e sviluppo, ogni giorno aggiorniamo con nuovi contributi, quindi #staytuned.

 

Ringrazio di cuore gli allievi di IRC delle seguenti classi:

3a bio, 3c info, 3c aut, 4a bio, 4c ele, 4c info, 5a bio, 5c info e 5c ele, ma un grazie particolare va allo staff tecnico che ha lavorato senza sosta per rendere possibile questo sogno condiviso.

 

Seguiteci: https://chekairos.wordpress.com/

 

Anna Desanso​

di Nessuna informazione sulla presenzaAlberto Elia
​La sospensione forzata di questi ultimi mesi ha modificato la nostra vita interrompendo bruscamente le relazioni che rappresentavano la nostra quotidianità. La nostra Scuola ha dovuto attivare, spesso sperimentando,...
di Nessuna informazione sulla presenzaAlberto Elia

La sospensione forzata di questi ultimi mesi ha modificato la nostra vita interrompendo bruscamente le relazioni che rappresentavano la nostra quotidianità.

La nostra Scuola ha dovuto attivare, spesso sperimentando, varie forme di didattica, affrontando difficoltà  e un carico di lavoro avvincente e stressante al tempo stessonon solo per garantire il diritto all’istruzione ma anche per supportare gli allievi in questo periodo di emergenza legato al coronavirus.

Nella precarietà del momento è sorta l’esigenza di rimodulare il progetto “Scuola aperta” con modalità e tempistiche  legate all’evolversi della situazione e alle esigenze emergenti.

Quest’anno il progetto era stato organizzato su due periodi e proposto agli allievi del biennio non solo come richiamo e rinforzo di apprendimenti pregressi ma anche come momento di aggregazione per rafforzare legami, condividere ansie, difficoltà e insieme affrontare e risolvere i “problemi” e acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità.

I pomeriggi di martedì e mercoledì hanno visto coinvolti molti ragazzi accompagnati in questo percorso da allievi Tutor che si sono resi disponibili e da docenti con il compito di supervisori per chiarimenti sui nodi concettuali e per intervenire sull’organizzazione del lavoro  e sullo sviluppo di strategie.

Tutto questo è stato stravolto!

Il secondo periodo era impossibile da attivare con le stesse modalità ma  la necessità di stare accanto ai nostri allievi che affrontavano le difficoltà consuete insieme alla preoccupazionelegata alla  situazione di emergenza  ci ha indotti a ripensare ad una rimodulazione del progetto non solo per ripassare quanto già imparato o recuperare quei  contenuti essenziali,  quanto mantenere quel contatto con gli allievi in una dimensione comunitaria e relazionale.

Nuovi luoghi in cui ritrovarsi, nuove tecnologie da imparare e/o da utilizzare  ma stesso spirito e stessi obiettivicon la speranza di poter poi riprendere al più presto.

Gli incontri avvengono su Teams, piattaforma di Microsoft, ampiamente utilizzata dall’istituto nei pomeriggi di lunedì, martedì e giovedì, diversificati per materie.

I tutor sono coinvolti come supporto, accompagnamento, disponibili su chat della piattaforma di Teams per dare consigli e intervenire al bisogno, aiutare nello svolgimento di compiti, pianificare incontri.

I docenti che hanno aderito intervengono con pillole di contenuti,  semplificano concetti, rafforzano procedure, restano a disposizione delle richieste degli allievi.

Un grazie particolare al prof. Alberto Maiorca e alla prof.ssa Alda Grazia Sciarrone che, anche quest’anno, hanno dato la propria disponibilità.

Si ringrazia inoltre la “Fondazione Ferrero”  per il sostegno e il contributo e soprattutto  per la disponibilità alla sperimentazione del progetto in questa fase di emergenza.

Siamo fermamente convinti che: “insieme è più facile”​.

Antonietta Oragano

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​“Penso che la didattica a distanza abbia delle difficoltà: siamo in una situazione in cui non ci saremmo mai aspettati di essere. I professori programmano le loro lezioni in...
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“Penso che la didattica a distanza abbia delle difficoltà: siamo in una situazione in cui non ci saremmo mai aspettati di essere.

I professori programmano le loro lezioni in Teams e visto che c'è un elevato numero di studenti collegati talvolta ci sono problemi ad entrare e, a volte, a causa dei nostri dispositivi non riusciamo ad attivare l'audio e la fotocamera. Ovviamente c’è chi usa questa scusa per non partecipare alla lezione, ma si danneggia da solo.

Per il resto a livello di verifiche e interrogazioni, nonostante le difficoltà, gli insegnanti cercano in ogni modo possibile di non far copiare noi studenti ed è una cosa certamente positiva, perché ci incentiva a studiare. Per quanto riguarda i compiti sono leggermente  aumentati, ma non è un grosso problema perché in questo periodo siamo a casa a non fare nulla” 

 

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“Secondo me la didattica a distanza non porta mai a eguagliare, in quanto a rendimento degli studenti, la scuola in presenza, che infatti rimane ancora la più utilizzata nel mondo.
Anche se molti paesi utilizzano già la DAD per collegare gli studenti distanti dall’edificio scuola, credo che il numero di fuori classe siano molto minori rispetto alle nostre classi connesse in questo momento di difficoltà.
Il primo problema, che ho riscontrato nella nostra classe, è che tutti quanti, tranne il professore, non accendono la camera quindi, tutta la mimica facciale, che permette al docente di capire cosa passa nella testa dello studente, se è distratto, se non ha capito o se ha capito, se si perde.

Uno degli altri problemi che ho notato è che molti ragazzi si connettono, fanno cinque-dieci minuti di lezione e, dopo, iniziano a stufarsi e a fare altro, sempre con la lezione in sottofondo che continua e, se o quando vengono chiamati, preferiscono non parlare per simulare una disconnessione o un errore.

Un’altra questione importante a sfavore della DAD è la disparità tecnologica che gli studenti hanno in casa, per qualcuno è molto più semplice che per altri seguire le lezioni online.”

 

 

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“Per quanto mi riguarda (mi riferisco ai miei problemi di salute), la didattica a distanza è positiva, perché mi permette di essere sempre presente, meno stanca e più concentrata e mi consente anche di approfondire e “riempire” alcune lacune che prima avevo e che adesso sto iniziando a colmare. Comunque mi manca il contatto con i prof e i compagni e la scuola in generale!

Aldilà di tutto, mi auguro che il rientro coincida con la fine dell’emergenza!”

 

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“La situazione di emergenza che stiamo vivendo ha portato dei grossi cambiamenti nelle nostre vite.

Per noi studenti, uno dei più grandi è stato quello della scuola, che ha dovuto adattarsi, molto rapidamente, alla didattica on-line e passare quindi all’utilizzo delle tecnologie digitali.

Gli studenti sono quindi adesso costretti a passare diverse ore al giorno (ben oltre gli standard consigliati) davanti ad un video, per ascoltare le spiegazioni, per essere interrogati, per svolgere le verifiche e, spesso, per fare i compiti assegnati. Senza contare le ore che già passano normalmente, per diletto, al cellulare. Questo porta spesso mal di testa e bruciore agli occhi, ed a molte distrazioni. Inoltre alcuni ragazzi hanno problemi con i mezzi necessari per seguire le lezioni perché devono condividere il computer con altri familiari o non hanno una connessione adeguata.

La didattica a distanza è sicuramente preferibile per i ragazzi che abitano lontano dall’istituto, perché non devono uscire presto di casa. È ottima anche in caso di malattia degli studenti perché si possono seguire comunque le lezioni.

Con questo metodo di insegnamento però, la relazione umana è passata in secondo piano.

La scuola a distanza non può sostituirsi a una lezione in aula, in cui studenti e docenti comunicano non solo con le parole, con i libri, con i video, ma soprattutto con gli sguardi, con l’incontro e, talvolta, lo scontro.

Con la DAD non c’è più il supporto del professore quando si è in difficoltà, nè la chiacchiera con i compagni, e non ci sono più le relazioni che ci fanno crescere come studenti e come futuri adulti che dovranno inserirsi in una società formata da persone.

Nonostante i “contro”, credo sia giusto che i ragazzi continuino a seguire le lezioni on-line, cercando di mantenere una situazione di continuità e stabilità, in attesa di poter tornare ad un clima più disteso e sereno.”​

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​Giulia Gonella 5Ai La didattica a distanza è una sfida che abbiamo dovuto affrontare e affronteremo ancora per un po’. La mia scuola l’ha gestita molto bene fin da...
di Nessuna informazione sulla presenzaAlberto Elia

Giulia Gonella 5Ai

La didattica a distanza è una sfida che abbiamo dovuto affrontare e affronteremo ancora per un po’.

La mia scuola l’ha gestita molto bene fin da subito. I miei professori, già dopo una settimana dall’inizio della quarantena, hanno contattato noi studenti per informarci come sarebbe proseguito l’anno scolastico. Si è scelta fin da subito una piattaforma per le video lezioni che io ritengo una tra le  migliori.

Posso dire di essere orgogliosa per come la mia scuola sta gestendo la didattica a distanza. Mi sono confrontata con alcuni miei amici di altre scuole e nessuna delle loro scuole ha attuato soluzioni funzionali come la nostra: per esempio l’utilizzo di un’unica piattaforma per le video lezioni per tutto l’istituto, la decisione di svolgere massimo tre ore al giorno in videoconferenza, la distribuzione di computer a chi ne aveva bisogno e il contributo per la connessione a Internet.

Un aspetto positivo, per noi studenti, di questo nuovo metodo, è la maggiore autonomia nell’organizzare lo studio. Cosa che ,personalmente, prima avendo un orario di lezioni molto rigido e più controllo da parte dei professori sullo studio non avevo molto. Per gli insegnanti penso che, nuovi strumenti per l’insegnamento come le lezioni registrate, per quanto impegnative da realizzare, possano essere utili anche al di fuori della situazione attuale.

Ci sono anche degli aspetti negativi come lo stare davanti allo schermo di un computer per più ore rispetto a prima. Per me è un aspetto  importante perché comporta un senso di fatica e stanchezza non indifferente. Un altro è la mancanza di formazione degli insegnati sul come gestire la didattica a distanza. E’ un metodo che non si era mai utilizzato, ma che probabilmente dovremo utilizzare per ancora per molti mesi. Spero che il Ministero dell’Istruzione, o chi di competenza, sviluppi dei materiali e delle forme di aiuto destinati agli insegnanti per migliorare la loro didattica.

 

Di Filippo Nicolò   5°B automazione.

 

In questi mesi ormai studenti e professori di tutta Italia sono stati obbligati a prendere confidenza con la famosa DAD, ovvero la didattica a distanza. Mi è stato chiesto di esprimere un mio pensiero su questa nuova modalità di studio, e io cercherò di farlo nella maniera più sincera possibile, affinchè si sappia cosa voglia dire veramente per noi studenti.

Preparati, o caro lettore, perchè sta arrivando una tempesta di parole che ti inonderà per bene se non trovi in fretta un posto sicuro dove leggere questo testo. Confido negli ideali democratici in cui io e il mio paese crediamo e ho la piena coscienza che di quello che sto per dire non riceverò alcun tipo di repressione che possa far riemergere spiacenti ideali e fatti politici passati.

Partiamo, quindi, con una domanda: cosa penso veramente della didattica a distanza?

Innanzitutto bisogna analizzare il contesto in cui è nata la DAD, ovvero in una situazione di emergenza sanitaria che l'umanità non vedeva probabilmente dal 1918, anno in cui è iniziata l'influenza spagnola, e bisogna ammettere che tutti siamo stati colti impreparati sotto ogni punto di vista e che quindi le lezioni informatiche son dovute partire da zero senza nessun tipo di organizzazione precedente. Fortunatamente nel 2020 creare classi virtuali ormai è alla portata di tutti e si è deciso quindi di optare per le video-lezioni, ormai credo divenute un incubo per tutti gli studenti italiani. Infatti l'idea delle video-lezioni è sicuramente grandiosa e rivoluzionaria e credo che alla fine di questa brutta esperienza le video-lezioni prenderanno un'importanza molto diversa da quelle che avevano fino a fine febbraio 2020. Il problema sta proprio in chi le applica e soprattutto come le applica. E' ormai risaputo che non tutti gli studenti italiani abbiano accesso all'istruzione pubblica, nonostante la nostra Costituzione citi il DIRITTO di riceverla. Ma tralasciando i casi disperati veniamo a noi, studenti medi italiani, intrappolati nel giogo delle video-lezioni. Ogni mattina uno studente medio italiano si sveglia e sa che dovrà fare i conti con una pressione incredibile da parte di chi “comanda” le video-lezioni, ovvero i professori. E' facile notare che molti di loro non hanno capito veramente la situazione di ognuno di noi e non riescono ad andare oltre a quello che vedono (quando noi ci facciamo vedere, per carità) nella telecamera: ovvero un ragazzo letteralmente stordito per la mancanza necessaria del sonno che fa finta di ascoltarli. Restando a casa e non muovendoci per niente, abbiamo sviluppato una pigrizia generale e grossi disturbi dell'appetito e del sonno, e il caos che regna intorno ai “ragazzi fate i compiti e studiate 365 pagine per domani” è molto simile al caos dell'esercito italiano durante la battaglia di Caporetto. Ogni professore pensa semplicemente per sé, dando ordini e compiti da fare in ogni momento e a noi ragazzi non resta altro che piangere nella speranza che qualcuno ci venga in aiuto. Chissà come mai sono anche aumentati i casi di suicidio dei ragazzi della mia età proprio in questo periodo di video-lezioni. In alcuni momenti concitati è difficile organizzarsi lo studio, tra professori sbadati che arrivano sempre all'ultimo momento e professori con manie totalitarie che non esprimono alcun tipo di misericordia verso noi studenti che attraversiamo un periodo difficile. Si potrebbe giustificare i professori, poichè non hanno il giusto supporto dai piani alti: il Ministero, come al solito, non riesce ad avere piani organizzativi tali da dare precise normative, soprattutto sulla maturità, sulla quale vagheggia un clima di disordine generale in tempi normali, figuriamoci in tempi di emergenza sanitaria (e scolastica aggiungerei) come questi. Come sempre non vi sono direttive precise, coerenti ed esaustive e quindi molti professori devono dare ampio spazio alle proprie capacità d'improvvisazione. E' inutile dire che le lezioni online vadano incontro ad un tremendo fallimento, sarà un tonfo che risuonerà gravemente nel prossimo futuro dell'istruzione italiana. Tengo a dire che temo che la scuola online, soprattutto in questo periodo, sia l'ennesima mancata opportunità per dare un definitivo scossone di ammodernamento alla scuola italiana che soffre ormai da troppo tempo di stereotipi culturali arretrati ed è basata su una mentalità ormai superata.

Mi scuso se in alcuni punti ho dovuto “marcare” il mio disappunto verso questa nuova scuola e sono andato alla ricerca disperata di un capro espiatorio, ma credo che con la più emotiva sincerità si possa esprimere veramente un pensiero che possa essere visto da un punto di vista oggettivo, facendo capire a persone non del settore quello che stiamo vivendo noi ragazzi; e rendere noto a persone del settore, invece, gli errori che stanno commettendo e la possibilità di rimediare anche se il tempo ormai potrebbe non permetterlo.

 

Andrea Romeo  4Di

Nonostante questo momenti di criticità la nostra scuola ha agito e sta agendo in maniera produttiva sulla didattica a distanza.

Vedo molto interesse negli insegnanti nel portare avanti il programma previsto per quest’anno scolastico, talvolta venendo anche incontro alle necessità degli studenti. Sebbene molti allievi hanno inteso questo momento come una sospensione dell’attività scolastica, in quanto si ha la certezza dell’ammissione alla classe successiva (ad esempio, alcune volte, in qualcuno prevale la voglia di scherzare spegnendo il microfono ai docenti o rimuovendo i propri compagni dalla lezione). tuttavia alcuni studenti hanno preso con serietà la DAD e mostrano di aver voglia di continuare a studiare.

Colgo l’occasione per ringraziare, da parte mia e di tutti gli studenti, chi ha reso possibile continuare a far si che la nostra formazione proseguisse.

 

 

Riccardo Labate 4Ci

La didattica a distanza che abbiamo testato nell’ultimo periodo ha dimostrato che si possono svolgere le comuni lezioni scolastiche anche senza recarsi presso l’istituto.

Tuttavia, come ogni cosa che si rispetti, presenta dei pregi e dei difetti: da una parte la comodità del poter svolgere le lezioni da casa, senza dover necessariamente prendere i mezzi e percorrere il tragitto scuola-casa, dall’altra si mettono in evidenza le difficoltà dei vari alunni, che hanno problemi di connessione e di l’assenza di microfono o webcam.

Fra le cose da migliorare segnalerei la gestione delle piattaforme da parte dei professori, perché d è piuttosto fastidioso dover usare più software diversi per ognuno degli insegnanti.​

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​Questa seconda parte di anno scolastico ha visto l’esordio nella scuola pubblica per ogni ordine e grado della didattica a distanza (dad). Un salto epocale, necessario per...
di Nessuna informazione sulla presenzaAlberto Elia

Questa seconda parte di anno scolastico ha visto l’esordio nella scuola pubblica per ogni ordine e grado della didattica a distanza (dad). Un salto epocale, necessario per fronteggiare una situazione sanitaria grave ed imprevista e che durerà ancora per lungo tempo.

Il decreto di marzo del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha richiamato da subito tutte le scuole ad avere particolare cura degli studenti con disabilità.

Questa nuova sfida ci è sembrata estremamente complessa fin dall’inizio, viste le molteplici fragilità che accompagnano gli studenti che sosteniamo a scuola.

  La prima esigenza individuata è stata quella di raggiungere gli allievi con tutti i mezzi necessari per evitare l'isolamento e per continuare il dialogo educativo con loro e le famiglie.

Non è stato semplice mettere ogni studente nelle migliori condizioni emotive e tecniche tali da permettere loro di partecipare alla vita scolastica. Gli insegnanti di sostegno hanno lavorato con alunni, famiglie, colleghi, educatori e il servizio sanitario, raccogliendo le informazioni e ricorrendo alla propria professionalità e creatività.

Il principio di impostazione del lavoro che ci siamo sentiti di suggerire e che si è rafforzato in questo periodo, è stato quello di condividere, all’interno del dipartimento di sostegno, le scelte e le azioni più importanti da mettere in campo, con il supporto costante della dirigenza.

A partire dal marzo scorso, infatti, abbiamo condiviso indicazioni e buone prassi operative da tenere nelle fasi di lavoro di didattica a distanza.

Ci siamo impegnati nel preparare alcuni vademecum per i nuovi softwares didattici, in sinergia con il gruppo tecnico di istituto.

Abbiamo usufruito, come lo scorso anno, del Progetto ASTRI (una erogazione di fondi messi a disposizione da Città Metropolitana di Torino per le fasce deboli di studenti) per un’azione mirata, questa volta, su studenti che hanno mostrato difficoltà nell’avvio della didattica a distanza.

Il Consiglio di Istituto ha approvato la distribuzione di ausili informatici e abbonamenti ad internet in comodato d’uso alle famiglie con difficoltà di accesso alla didattica a distanza e ciò ha permesso di ridurre gli svantaggi di alcuni studenti e diventerà, in futuro, un patrimonio utile per migliorare la qualità dei percorsi didattici degli allievi in difficoltà.

 

Didattica a distanza: alcune riflessioni e proposte

Di settimana in settimana, la didattica si è gradualmente strutturata e man mano sono emerse altre criticità, ma anche nuovi punti di forza di questa metodologia di insegnamento.

Confrontandoci tra colleghi, alunni e famiglie, questi primi tre mesi sono stati nel complesso positivi, perché siamo riusciti nel nostro intento primario: nessuno dei nostri studenti certificati è stato lasciato indietro.

Molti di loro, in queste settimane, hanno potuto sperimentare le proprie capacità di autonomia nell'organizzazione dello studio. Hanno potuto approfondire con i docenti di sostegno alcuni aspetti disciplinari, all’interno di un quadro orario più flessibile e con un clima e una tranquillità che, spesso, in classe non è possibile sempre avere.

 Altri, invece, hanno sofferto l’essere distanti dalla scuola, dai compagni di classe e dai professori. La lontananza, infatti, può aumentare il rischio di isolamento e può peggiorare situazioni già delicate, nonostante tutti gli sforzi attuati.

Abbiamo potuto sperimentare, quindi, come le difficoltà di apprendimento e le condizioni personali degli studenti (disabilità specifiche, età, motivazione intrinseca, situazione familiare, dotazione hardware e software) abbiano influito in modo significativo sull’efficacia della didattica e sulla capacità di inserirsi nella vita scolastica virtuale del gruppo-classe. 

Ciò che abbiamo sicuramente perso, in questi mesi, è stata la qualità degli aspetti relazionali con gli studenti: nella nostra quotidianità a scuola, anche l’essere vicini a loro è parte essenziale del nostro lavoro.

La didattica a distanza, quindi, si presenta con delle tinte chiaroscure ed è così per la maggior parte degli studenti e dei docenti.

Tutti questi aspetti sono stati raccolti nei PEI e potrà essere interessante tenerne conto per progettare le azioni didattiche negli anni futuri.

A nostro avviso, ciò che sarà utile mantenere, una volta tornati in classe, è la possibilità di abilitare tutti gli studenti e i docenti alla piattaforma Microsoft Office di istituto per poter continuare ad usufruire delle risorse informatiche sperimentate in questi mesi.

 Sarà necessario, quindi, impegnarsi per rendere il più autonomi possibili gli studenti con disabilità all’uso delle tecnologie informatiche per realizzare percorsi didattici individualizzati.

Sarà fondamentale continuare a lavorare, in questo modo, con tutti gli studenti che per varie ragioni non possono garantire una presenza assidua a scuola.

La didattica a distanza potrebbe, quindi, essere un'importante risorsa complementare, ma non sostitutiva, al lavoro che ogni giorno studenti e docenti svolgono in classe.

Come coordinatori del dipartimento di sostegno ci teniamo a ringraziare tutta l’organizzazione scolastica che ha reso possibile il passaggio alla didattica a distanza in breve tempo e che ci ha supportato in ogni difficoltà. In modo particolare, un ringraziamento sentito va a tutti i nostri colleghi di dipartimento e agli educatori per la professionalità e la collaborazione dimostrata in questa importante sfida educativa.

 

Alessio Domenico Cavallo e Giulia Cocciante​

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​La chiusura improvvisa delle scuole ci ha catapultati in un contesto inimmaginabile al quale abbiamo dovuto adattarci giorno dopo giorno. Inizialmente abbiamo sperato che tutto finisse presto. Qualcuno...
di Nessuna informazione sulla presenzaAlberto Elia

La chiusura improvvisa delle scuole ci ha catapultati in un contesto inimmaginabile al quale abbiamo dovuto adattarci giorno dopo giorno. Inizialmente abbiamo sperato che tutto finisse presto. Qualcuno ha cominciato sin dai primi giorni a giocare con video e audiolezioni. Negli scambi di messaggi con la mia quinta fantasticavamo di fare lezione al parco o sul terrazzino di casa mia, magari con noccioline e crodino. Gradualmente però abbiamo dovuto prendere atto che la scuola non avrebbe riaperto a breve, e allora nelle nostre teste ha cominciato a ronzare vorticosamente uno sciame di “come”: come fare lezione, come contattare gli studenti, come portare avanti i programmi? Abbiamo cominciato a familiarizzare con zoom, teams, forms, screencast: nomi che per molti fino al giorno prima suonavano ostrogoto.

Uno dei “come”, intanto, cominciava a ronzare più forte degli altri: come valutare? Il grande spettro della nostra scuola proiettava la sua ombra anche sull’emergenza sanitaria. Per qualche settimana siamo rimasti in un limbo in cui sembrava ancora possibile scegliere di non valutare, rimandando la questione a un rientro, per quanto in extremis, tra i banchi. Cominciava però già a serpeggiare una certa inquietudine: senza voti ci sentivamo vulnerabili, come guerrieri a cui avessero strappato la corazza. In un articolo apparso sul blog della rete Bessasi mette a nudo criticamente quel meccanismo che ci porta a pensare che senza i voti gli alunni non avranno motivo di seguirci, allo stesso modo in cui non riusciamo a liberarci dell’idea che senza sanzioni sia impossibile costruire un ambiente scolastico vivibile.

A lenire le nostre ferite è arrivata la nota 388 del 17 marzo, che perentoriamente recitava: “si tratta di affermare il dovere alla valutazione da parte del docente, come competenza propria del profilo professionale, e il diritto alla valutazione dello studente, come elemento indispensabile di verifica dell’attività svolta, di restituzione, di chiarimento, di individuazione delle eventuali lacune.”

Diventa chiaro a quel punto che la valutazione s’ha da fare, ma questo non risolve ancora il problema di come farla. Di fronte al sollevarsi delle prime critiche, da parte dei sindacati, all’obbligo di attivare la Didattica a distanza, il gruppo Condorcet. Ripensare la scuola dalle colonne del blog leparoleelecose invitava al buon senso e indicava una lettura soft delle indicazioni ministeriali:“per valutazione non si intende il “nudo voto”, bensì il processo che permette allo studente di valorizzare le sue potenzialità e individuare i suoi limiti.” Sembrava una soluzione provvisoria praticabile: avremmo usato valutazioni “formative” per guidare gli studenti nel percorso di apprendimento. I ragazzi non avrebbero subito lo spaesamento legato all’improvvisa scomparsa dei voti - oltre che dei banchi, dell’intervallo al bar e di tutto il resto – e noi docenti avremmo conservato la nostra merce di scambio per ottenere partecipazione e impegno. Sorvoliamo sul fatto che, come sintetizzato da Vincenzo Sorella recensendo Philippe Meirieu per Doppiozero, il voto come lo usiamo a scuola scaturisce da “una pedagogia bancaria, espressione mutuata dall’educatore brasiliano Paulo Freire, che scambia conoscenze con voti e si limita a un’assurda monetizzazione dei saperi”. Siamo in emergenza: non sarà certo questo il momento di ripensare ai fondamenti della nostra azione educativa, no?

Dunque siamo arrivati a questo punto: daremo i soliti voti numerici per segnare il percorso fino alla conclusione dell’anno scolastico e poi? Come agiremo in sede di scrutinio?Il problema della valutazione non si lascia risolvere così facilmente. Intanto il Decreto Legge 22 dell’8aprilee le dichiarazioni che lo seguono fanno intendere che gli studenti saranno tutti ammessi alla classe successiva anche con valutazioni inferiori al sei. Non servono grandi doti di deduzione per intuire che il Ministero si attende una valutazione numerica non solo sul piano “formativo” ma anche in ottica “sommativa”. Su questo punto il disagio monta. Si cercano soluzioni: sentiamo che sigillare questa didattica di emergenza con un numero, che porta con sé un tale peso psicologico e simbolico, fa ribellare la nostra coscienza professionale e personale. Le proposte sono le più varie e assolutamente animate da buonsenso. Si pensa di temperare la valutazione sommativa del secondo periodo dell’anno scolastico con quella del primo, non inquinata dall’esperienza della didattica a distanza. Si propongono dei criteri per la valutazione della didattica a distanza che non siano strettamente collegati ai risultati ma valorizzino in qualche modo il processo, attraverso indicatori quali partecipazione e disponibilità da parte degli studenti. Rimane solo il dubbio di cosa esattamente stiamo valutando: volontà o possibilità? Attenzione dello studente o controllo da parte delle famiglie? Disponibilità personale o di mezzi tecnologici adeguati? Giovanni Accardo, su leparoleelecose, pone domande che scalfiscono le nostre certezze: “Come facciamo a valutare competenze che non abbiamo insegnato? Perché gli studenti dovrebbero averle? E poi vengono favoriti gli studenti che dispongono di strumenti e connessioni più efficaci.”

In questo contesto cominciano a levarsi voci che chiedono di fare un passo indietro rispetto all’opportunità di chiudere quest’anno scolastico con una valutazione numerica. La FLC CGIL ha lanciato una petizione per l’abolizione del voto numerico nella scuola primaria, mentre la rivista insegnare, voce del CIDI, ha lanciato una raccolta firme “Per la moratoria della valutazione in voti in ogni ordine di scuole”. Le motivazioni di quest’ultima iniziativa sono riassunte per punti in una lettera pubblicata sul sito della rivista:

“Si rischia infatti:

·         di  attribuire voti decimali alle modalità di adattamento e risposta alle sollecitazioni didattiche di emergenza, che andrebbero al più osservate e descritte  (un assurdo);

·         di misurare  in decimi valutazioni di tipo  formativo che si fondono su dinamiche di  processo, ma in assenza di processo tangibile  (un falso);

·         di misurare in decimi prove e prestazioni, nelle quali può accadere di valutare la qualità delle connessioni o delle dotazioni tecnologiche (un non senso), magari facendo media fra prestazioni parziali e disomogenee (procedura non prevista dalla normativa della scuola di base);

·         di dare valutazioni disciplinari sintetiche quantitative, che non hanno sufficienti fondamenti e  riscontri attendibili (un grave errore);

·         di valutare  le competenze diffuse o le condizioni di vita nell’ambiente famigliare (una palese ingiustizia);

·         di valutare anche chi, per i motivi più vari - ma sicuramente con fondamento socio-culturale - è letteralmente sparito dal quadrante virtuale della scuola (un abominio).

Insomma, ci si appresta a scrivere in atti ufficiali una quantità enorme di falsi. Perché ci si ostina a compiere atti così palesemente iniqui e a così forte rischio di invalidazione?”

Chi scrive si rende perfettamente conto dell’enorme difficoltà nel tenere in piedi una riflessione pacata e approfondita di fronte alla situazione attuale, specie su un tema così sentito e complesso come quello della valutazione, però è necessario almeno porci delle domande e prendere atto che l’emergenza sta portando a galla aspetti controversi del nostro fare scuola con cui prima o poi dovremmo fare i conti.

                                                                                                                                             Mariano Acanfora​

di Nessuna informazione sulla presenzaAlberto Elia
​​Abstract La didattica a distanza è arrivata in questo secondo periodo dell’anno scolastico in modo imprevedibile; chi di noi docenti avrebbe mai pensato che la nostra didattica sarebbe...
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​​Abstract

La didattica a distanza è arrivata in questo secondo periodo dell’anno scolastico in modo imprevedibile; chi di noi docenti avrebbe mai pensato che la nostra didattica sarebbe stata sconvolta in un intervallo di tempo così breve? Sicuramente, questo sconvolgimento è l’effetto di una causa molto grave che ha colpito tutti noi e ha modificato tutte le nostre abitudini e non sono nella didattica.  La causa la conosciamo tutti e per questo: basta non la evochiamo nemmeno più!

Il nostro lavoro a scuola si è trasformato e due nuovi acronimi non ci hanno più abbandonato: DAD che sta per Didattica A Distanzae FAD per Formazione A Distanza.

La nostra didattica abituale in presenza, con le sue cadenze, le sue scadenze, i suoi problemi e i suoi vantaggi che avevamo dimenticato, si è completamente trasformata. La voce in aula con i nostri allievi si è trasformata in un flusso di bit che viaggiano su canali di trasmissione  di Internet; i nostri compiti scritti e svolti dagli allievi sui fogli di un quaderno sono diventati i byte di file che contengono produzioni digitalizzate; le nostre lezioni in presenza con l’interazione con i nostri studenti (i loro interventi, i loro “rumori”…) sono diventati i mega byte di file video che contengono videolezioni offline.

I problemi della didattica in presenza: quanto ci mancano! Ci manca la presenza dei nostri allievi, i loro interventi eccellenti, che ci inorgoglivano, o sconclusionati che ci facevano sorridere; ci manca l’interazione che si “respira” stando in una classe. La classe già, appunto, adesso è una lezione tenuta sulla piattaforma Teams in cui il docente parla davanti al suo microfono e vede tante piccole icone che rappresentano gli allievi. 

Tutte le nostre metodologie didattiche in presenza, ampiamente consolidate e collaudate che non volevamo abbandonare, si sono volatilizzate con la DAD. 

 

Il Majo entra nel mondo della DAD

Un po’ di storia molto recente per il Majorana: il nostro Istituto ha reagito all’emergenza in tempi rapidissimi: ricordiamo? Dalla prima ordinanza dei primi di marzo, dopo una settimana un gruppo di lavoro aveva già predisposto la piattaforma Teams sul portale Office365 per poter svolgere le videolezioni. Ricordate il primo collegio docenti? Era il 9 marzo e come per magia 130 docenti,o forse più,erano collegati a distanza e stavamo progettando la nuova didattica. Non è stata una magia? Sicuramente sì una grande magia grazie al team del Majo che ha continuato predisponendo gli account per le classi, i consigli di classe, i dipartimenti ecc. Ecco fatto: una struttura complicata come quella di una scuola era stata trasformata in tante classi “digitali”. Il Majo ha iniziato subito con la DAD e questo è stato un segnale molto importante per i nostri studenti e per le loro famiglie. Non si sono sentiti mai abbandonati. Pensate che ad oggi, arriviamo a “picchi” di 800 contatti sulla piattaforma Moodledel nostro Istituto e a più di mille accessi alla piattaforma Teams per le videolezioni online! Un numero di grande rilevanza che dimostra l’enorme impegno che il Majo ha riversato in questa didattica.

 

Evoluzione delle tecnologie didattiche DAD

Le tecnologie didattiche si possono classificare, in base alla loro modalità di erogazione, in due grandi categorie: sincrone e asincrone. Questi due termini “strani”, molto cari all’area tecnologica elettronica, hanno un riferimento al sincronismo che avviene tra l’erogazione del fenomeno, in questo caso la didattica, e la sua fruizione da parte degli allievi. Sincrono significa cha la relazione erogazione-fruizione avviene nello stesso tempo, con lo stesso orologio, come nelle nostre lezioni online sulla piattaforma Teams. Al contrario, nella didattica asincrona erogazione-fruizione avvengono in tempi programmati differenti,come quando assegniamo un compito sulla piattaforma Moodle di Istituto con una scadenza e quindi gli allievi, con i loro tempi, consegnano il lavoro svolto.

Vediamo una carrellata delle tecnologie e degli strumenti a distanza adottati in questo periodo di emergenza.

·         Videolezioni online sulla piattaforma Teams: sono le nostre lezioni “in presenza digitale” in cui docente e studenti sono collegai in un’aula virtuale e interagiscono in modo sincrono nella somministrazione-fruizione dei contenuti. Da sottolineare che alcuni docenti hanno utilizzato, oltre a Teams, anche altre piattaforme per le videolezioni più consone ai loro obiettivi didattici. Da evidenziare come questi strumenti sono divenuti il cuore dello smart-working in ogni mansione lavorativa della scuola e del mondo del lavoro.

·         Piattaforma Moodle: questa strumento  si è rivelato cruciale nella nostra attività in DAD.  Compiti, test online, scambio di materiale didattico tra docenti-allievi: sono le attività tra le più utilizzate con Moodle. Questa piattaforma è da sempre utilizzata, prevalentemente, dai docenti dell’area tecnologica-scientifica, ma è stata riscoperta dai docenti della altre aree! Lo dimostra la nascita di numerosi nuovi corsi sia nel nostro biennio sia nel triennio e non solo: pensiamo ai picchi di 800 accessi medi su Moodleche hanno messo a dura prova la resistenza della nostra piattaforma che ha resistito “stoicamante” in modo eccellente a questo sovraccarico eccezionale di traffico di dati. Sicuramente questa attività didattica si rivolge nell’ambito della dematerializzazione totale dei materiali cartacei, di cui spesso si sente parlare da molti anni e che ora più che mai abbiamo messo in atto.

·         Produzione di videolezioni offline:  è lo strumento DAD asincrono per eccellenza e molti docenti hanno scoperto questapossibilità didattica per poter progettare le proprie lezioni e quindi registrarle in file video. Le videolezioni offline, da non confondere con le videolezioni online, sono state riscoperte da molti docenti, come dimostra il fiorire di canali in Internet che offrono oramai videolezioni sugli argomenti più disparati. Che cosa sono? Le videolezioni sono le nostre lezioni però registrate e digitalizzate su file video. Il docente, invece di trovarsi dietro una cattedra, si mette dietro lo schermo di un computer e conduce la sua lezione; contemporaneamente però un software speciale registra il desktop del computer, digitalizza la voce del microfono e riprende il viso del docente grazie alla videocamera. Il risultato è un file video con una nostra lezione che lo studente può riprodurre come vuole e, aspetto essenziale, quante volte lo desidera!Questi file video con le lezioni dei docenti possono poi essere condivisi con gli allievi, ad esempio sulla piattaforma Moodle, oppure pubblicati su canali di Internet. La fruizione delle videolezioni sarà evidentemente diversa: per quelle su Moodle si deve effettuare il download, mentre quelle sui canali di Internet sono accessibili sulla Rete mediante il loro link.  Le videolezioni offline sono lo strumento “cuore” alla base della tecnologia didattica che va sotto il nome di Flipped-classroom ovvero della cosiddetta “classe capovolta”. Questa tecnologia didattica, in breve, usa le videolezioni per “ribaltare” la funzione delle lezioni frontali che sono sostituite da file video. Gli allievi non ascoltano la lezione frontale, ma le videolezioni e tornano sui banchi in presenza per discutere e/o approfondire con il docente e gli altri compagni quando appreso con la visione dei video. Non stiamo a discutere sull’efficacia di questa tecnologia didattica, ma piuttosto osserviamo come la didattica a distanza permette di applicate molte delle idee della Flipped-classroom.

·         Registro elettronico: non dimentichiamo il nostro registro elettronico che oramai è uno strumento consolidato, ma sicuramente è il mezzo privilegiato di comunicazione istituzionale con studenti e famiglie. Il registro elettronico ha anche offerto ai docenti notevoli servizi di assistenza, sempre importanti già in periodi di normalità, che sono diventati decisivi quando si lavora da remoto e non è possibile recarsi di persona presso le scuole.

·         Libri digitali: anche questo strumento ci accompagna da alcuni anni nella nostra didattica come strumento asincrono di comunicazione con i nostri allievi.

 

Ma allora la DAD?

La didattica a distanza fondata sulle videolezioni è usata da molti anni; ricordo i primi esperimenti, intorno agli anni 2000 e forse prima, fatti dalle Università e dagli enti che rilasciano certificazioni informatiche. Questa didattica si fonda sulle videolezioni offline e su una valutazione continua e puntuale degli obiettivi raggiunti mediante una batteria di test online. Per garantire, il più possibile, la correttezza durante lo svolgimento del test,al candidato è assegnato un tempo limitato per molte domande chiuse:ad esempio, potrebbero essere  50-60 domande in 40 minuti. Il tempo breve “garantisce” che il candidato non abbia il tempo di consultare materiale aggiuntivo, ma possa soltanto concentrarsi sulle risposte alle domande che si susseguono ad un ritmo serrato.  Le Università a distanza adottano le tecniche DAD proponendo una formazione strutturata in videolezioni con test online periodici per valutare la progressione della comprensione degli studenti e un esame in presenza finale.

Una osservazione importante: i buoni risultati di un corso di certificazione oppure universitario in DAD sono dovuti alla maturità dei professionisti adulti oppure di studenti universitari (allievi ultra ventenni) che vi partecipano. Questi buoni risultati li abbiamo riscontrati anche noi con le nostre DAD in questo periodo. Il successo della nostra didattica a distanza è stato “proporzionale” alla classe dei nostri studenti: infatti, mi sono giunte molte voci, di difficoltà nelle classi del biennio che diminuiscono nelle classi terze e quarte per poi scomparire, salvo casi particolari, nelle nostre classi quinte. Questo ci porta alla riflessione importante che: “le attività in DAD sono efficaci se rivolte a studenti maturi e motivati”, come lo sono stati i nostri allievi delle classi quinte.

In ogni caso dovendo fare didattica a studenti da formare,  non dobbiamo nascondere le nostre enorme difficoltà durante questo periodo. Eccone alcune: durante le videolezioni online gli studenti si nascondono non attivando microfono o videocamera; la consegna di compiti e relazioni avviene con sistematici ritardi; dobbiamo inseguire gli allievi “a distanza” proprio così come facevamo in presenza. Tutte le difficoltà che riscontravamo nella didattica in presenza nel processo di formazione dei nostri allievi sono amplificate in una didattica a distanza.

 

I docenti e la DAD

Nella tecnologia ogni nuova scoperta è sempre accompagnata da alcune fasi essenziali: l’idea, il progetto, la sperimentazione, il collaudo, finalmente la realizzazione e quindi la manutenzione. Pensate, i docenti hanno saltato tutte questi fasi nell’applicazione delle DAD, perché non abbiamo avuto tempo di progettare e di collaudare, ma siamo subito passati alla realizzazione delle nostre DAD. I tecnici direbbero: “impossibile!” e invece no, ci siamo riusciti con uno sforzo assolutamente da non sottovalutare.

Pensate: nel passaggio dalla didattica in presenza a quella a distanza le nostre ore non sono raddoppiate o triplicate, ma decollate! Questo non deve stupire, perché è un effetto della digitalizzazione nella didattica. La digitalizzazione delle procedure porta sempre a un aumento del tempo di lavoro; sembra strano ma è così e quindi proviamo a ricercare una giustificazione. Nell’ambito della didattica, la possibilità di fornire materiale digitale permette di produrre, in tempi brevi, una grande quantità di contenuti: anche soltanto usando la oramai famosa funzione di “copia e incolla”. Copia, copia, copia e poi incolla, incolla, incolla, ecco che in un attimo il nostro documento digitale assume notevole dimensioni. Ma questi documenti sono didattici: compiti, teoria, appunti e quindi vanno fruiti in tempi che si dilatano sempre di più.

 

La valutazione nella DAD

Da subito si è rivelato l’aspetto più critico e difficile. Come fare? Pensiamo ai corsi di certificazione che ricorrono per valutare a una batteria frenetica di domande da svolgerein pochissimo tempo in un test online oppure ai corsi universitari a distanza, che fissano però alla fine un esame in presenza. Nel nostro caso la situazione era più complessa. Sicuramente un “vantaggio”, al contrario dei due casi precedenti, è stato quello di aver svolto il primo periodo didattico in presenza. Nel nostro Istituto si è instaurata una discussione sui criteri di valutazione di questo anno scolastico. Dopo ampie discussioni molto positive, si è pensato che per ogni disciplina si dovevano tenere conto delle seguenti tre misurazioni.

1)      La prima è quella del primo periodo didattico, ben rappresentata dalla media, che tiene conto dei compiti e delle interrogazioni fatte in presenza a scuola.

2)      La seconda è quella del secondo periodo didattico, data dalla media dei voti assegnati con le attività in DAD: compiti, interrogazioni in videoconferenza ecc.

3)      La terza è una misurazione delle DAD che tiene conto da parte degli studenti della partecipazione alle attività, della puntualità nella consegna di compiti e della disponibilità di collaborare durante le videolezioni online.

 

La valutazione finale è quindi data da una media ponderata dei voti medi delle misurazioni delle attività in presenza (punto 1) con quelle delle DAD (punto 2). Nel calcolo della media ponderata, la scelta dei suoi pesi sta al docente ed è guidata dalla misurazione del punto 3.

 

Dimenticare la DAD?

Ma allora le metodologie a distanza sono del tutto negative e da dimenticare quando finirà questo periodo di emergenza?

No, sarebbe un errore gravissimo che non dobbiamo commettere. Dovremo focalizzare tutta la nostra attenzione alle opportunità tecnologiche che il lavoro da remoto con la DAD ci ha fatto “toccare con mano” e che potranno cambiare in modo decisivo la nostra didattica nella scuola del futuro. La didattica a distanza ha preparato il terreno per la digitalizzazione e sarà un grave errore se la scuola tornerà indietro da questo enorme processo di digitalizzazione. L’emergenza ha eliminato tutta la nostra inerzia di docenti, così come talvolta l’opinione pubblica affermava erroneamente,a favore dell’innovazione didattica e ha dimostrato a studenti e famiglie le nostre capacità di trasformazione e di adattamento alle nuove tecnologie didattiche a distanza.

I docenti sono stati obbligati da una grande emergenza ad applicare la DAD, ma siamo stati altrettanto pronti e veloci a utilizzare queste nuove tecnologie.

Nessuno sostiene che la DAD può sostituire la lezione frontale; l’empatia che può scaturire dal cercare negli occhi l’interesse di uno studente, l’emozione che può trasmettere a un docente lo sguardo curioso oppure annoiato degli alunni e quindi il riscontro immediato dell’efficacia di ciò che si comunica.

Da più parti si inizia a parlare, terminata questa fase di emergenza, a dei modelli scolastici “ibridi” o di “classe agile” in cui si usano dei modelli di didattica in presenza alternati a quelli a distanza. In ogni caso, non dobbiamo dimenticare la capacità di interazione digitale dimostrata da moltiallievi, nati come “digitali”, che hanno accolto queste nuove tecniche a distanza prima con curiosità e poi con interesse. Le lezioni frontali talvolta “noiose”  a scuola in presenza si sono trasformate in occasioni per imparare nuovo modi “digitali” di interazione docente-discente.

Allora, che cosa non dovremmo dimenticare? Gli aspetti negativi delle DAD sono ben evidenti e tutti legati al ruolo essenziale educativo e di formazione che un docente può soltanto offrire in presenza ai propri studenti.

Proviamo però a  evidenziare alcuni aspetti positivi delle DAD. Il primo è quello delle videolezioni offline, già ben consolidate nelle tecnologia della Flipped-classroom, che può essere utilizzato non per sostituite la lezione frontale, ma come supporto alle lezioni in presenza per il ripasso, per gli allievi assenti e per il recupero. Le videolezioni fornite con file video, anche su canali di Internet, non sono alternative alla lezione frontale che rimane insostituibile, ma la supportano e permettono agli allievi il recupero di argomenti, in particolare, complessi.

Emerge quindi il recupero: le videolezionisia online sia offline potrebbero essere utili per il recupero. I corsi di recupero, talvolta difficili da organizzare,  potrebbero essere organizzati con videolezioni online da tenere al pomeriggio. Un corso di recupero in DAD potrebbe aiutare gli studenti che non dovrebbero fermarsi a scuola fino a tarda ora nel pomeriggio e aiutarli nella loro organizzazione dello studio pomeridiano. Ma perché non utilizzare le videolezioni anche per gli approfondimenti? Quante volte abbiamo alcune belle idee per approfondire un argomento e dobbiamo aspettare i giorni di lezione seguenti per presentarlo in classe? Si potrebbe quindi avvertire gli studenti interessati di una videolezione “immediata” e quindi svolgere insieme il nostro approfondimento. 

In conclusione, possiamo pensare che anche da casa, gli studenti potrebbero interagire, in apposite e programmate “finestre” temporali, con i docenti ai fini di approfondire, personalizzare e chiarire meglio quanto esposto nelle lezioni frontali.

Ferdinando Sanpietro

 

                                                                                             


 

 

 

 


CIRCOLARI

  • DOCENTI
  • STUDENTI
  • PERSONALE ATA
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eTwinning/Erasmus Plus

eTwinning 

eTwinning è una piattaforma per le scuole dei paesi europei per comunicare, collaborare, sviluppare progetti e condividere idee. Il nostro Istituto è stato riconosciuto a livello europeo come scuola eTwinning per l'innovazione didattica.

Erasmus plus 

Erasmus Plus è il programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport 2014-2020. Il nostro Istituto ha visto finanziato il progetto biennale "Costruire uguaglianza sulla diversità" che prevede mobilità con i partner europei.


[Leggi]

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SCUOLA DISLESSIA AMICA

l’Istituto Scolastico E. MAJORANA (TO) ha partecipato al Corso di Formazione “Dislessia Amica – Livello Avanzato” organizzato dall’Associazione Italiana Dislessia, ente accreditato dal MIUR per la formazione del personale della scuola, ai sensi della Direttiva Ministeriale 170/2016, conseguendo il titolo di “Scuola Dislessia Amica”.


Attestato

Dislessia Amica – Livello Avanzato  
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CERTIFICAZIONI

 

Il First Certificate in English (FCE) è una certificazione di livello intermedio-alto che dimostra l'abilità di utilizzare l'inglese scritto e parlato quotidianamente per motivi di lavoro o di studio.

 

Il Preliminary English Test (PET) rappresenta il secondo livello degli esami Cambridge in English for Speakers of Other Languages. Il PET valuta la capacità di comunicazione quotidiana nella lingua scritta e parlata

 

Cisco Networking Academy la certificazione sui dispositivi di rete più prestigiosa e qualificata.

Per informazioni contattare il Prof. Renato Rondano.

 

Patente Europea del Computer

Per informazioni inviare una e-mail all'indirizzo ecdl@itismajo.it.

 

MTA (Microsoft Technology Associated) la certificazione sulla programmazione di base più qualificata e indipendente dalle tecnologie software.

Per informazioni contattare il Prof. Ferdinando Sanpietro.

 

PHP on MySQL la certificazione open source sulla programmazione Web back-end più qualificata.

Per informazioni contattare il Prof. Ferdinando Sanpietro.

Per saperne di più consulta il volantino delle certificazioni informatiche


 

ECDL Health è un programma di certificazione sul corretto utilizzo delle tecnologie digitali nel trattamento dei dati sanitari dei pazienti.

Per informazioni contattare il Prof. Carlo Gino.

Per saperne di più consulta la pagina www.itismajo.gov.it/ecdl-health

 

Il Patentino della Robotica COMAU permette di ottenere una certificazione riconosciuta a livello internazionale nell'ambito dell’automazione industriale. Il percorso di formazione ha una durata di 100 ore.

Per informazioni contattare il Prof. Giuseppe Minutoli.

Per saperne di più consulta la locandina.


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Portale per la chimica

Portale tematico dedicato alla chimica ed alla educazione scientifica redatto dagli studenti che si ritrovano nel laboratorio di chimica al pomeriggio e che organizzano spettacoli itineranti di magie delle scienze.


Al termine dei lavori tutto il materiale viene pubblicato in rete su questo portale. Nel portale potrete trovare documentazione, immagini e video relativi a centinaia di esperimenti scientifici.... da non perdere!

www.itismajo.gov.it/chimica

Portale per la chimica 
 

MANIFESTI PROGETTO SICILIA 100% ANTIMAFIA

Il progetto Sicilia 100% antimafia è nato dal consiglio di classe della II O che ha costruito, attorno ad un percorso organizzato da Addiopizzo Travel di Palermo, una proposta didattica che ha coinvolto studenti e famiglie. Oltre ad un'attività didattica in classe che ha visto i ragazzi informarsi sul tema delle mafie, dei loro meccanismi di esistenza e di radicamento sul territorio, nel tessuto economico locale e nazionale e nell'amministrazione pubblica, il progetto ha previsto un viaggio a Palermo che ha consentito ai ragazzi di indagare diverse realtà  in un percorso totalmente dedicato all'argomento. Si è snodato fra luoghi più significativi della provincia di Palermo in un percorso di conoscenza e consapevolezza:
  • la sede dell'associazione di Addiopizzo
  • piazza Magione e il quartiere della Kalsa (quartiere in cui sono cresciuti Falcone e Borsellino
  • il negozio di Libera con i prodotti di Libera Terra
  • Corleone e la sede del laboratorio della legalità
  • Trappeto e il Borgo (centro di formazione fondato da Danilo Dolci)
  • azienda agricola Marisco fattoria solciale aderente ad Addiopizzo
  • Capaci luogo della strage che ha visto la morte fra gli altri del giudice Falcone
  • Cinisi: la casa museo di Peppino impastato
  • Cinisi: Radio Cento Passi
  • Palermo: negozio "La coppola storta" aderente alla rete Addiopizzo
  • Palermo: Palazzo di Giustizia e piazza della Memoria
  • Palermo: via D'Amelio luogo della strage in cui è morto fra gli altri il giudice Borsellino​

Manifesto progetto sicilia 100% antimafia 1
Manifesto progetto sicilia 100% antimafia 2
Manifesto progetto sicilia 100% antimafia 3

    Prossimi eventi

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Microsoft Education Software offre a studenti con competenze di qualsiasi livello gli strumenti, le risorse e l'esperienza necessari per ottimizzare le proprie capacità e utilizzarle correttamente nel mondo del lavoro. Che si tratti di creare un gioco, progettare un'app o avviare un progetto, Microsoft Education Software consente agli studenti di sviluppare le proprie idee e realizzarle con determinazione.

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L'Istituto è uno dei centri di eccellenza dell'Associazione Dschola per la diffusione delle tecnologie didattiche nelle scuole del Piemonte.
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