Legislature e normative
Normativa vigente
I limiti di esposizione indicati nella normativa, peraltro limitati ai soli campi elettromagnetici generati alla frequenza di trasmissione dell'energia elettrica (50 Hz) ed alla popolazione, fanno riferimento agli effetti acuti(o a breve termine) ma non agli effetti cronici(o a lungo termine).
Art. 4 -Limiti di esposizione-
5000 Volt/metro e 0.1 milliTesla(100 microTesla), rispettivamente per l'intensità di campo elettrico e di campo magnetico, in aree o ambienti in cui si possa ragionevolmente attendere che individui della popolazione trascorrano una parte significativa della giornata (> di 12 ore ?!) [...]
L'art. 5 prevede l'osservanza di distanze di rispetto delle linee dai fabbricati; tali distanze variano a seconda della tipologia della linea:
Per le linee a tensione inferiore vale il D.M. L.P. 16/1/91 art. 2.1.08.
L'art 7 prevede che nei tratti di linee elettrichedove non risultino rispettati i limiti di cui l'art.4 e le condizionidi cui all'art.5 dovranno essere individuate azioni di risanamento [...].
I programmi di risanamento devono esere completati entro il 31 dicembre del 2004.
[...].
Sono Norme tecniche procedurali del DPCM 23/04/1992; tali norme indicano che, nella prima fase, (art.3), l'obbligo di procedere al risanamento dell'esistente è limitato ai soli impianti che determinano un superamento dei limiti fissati per il campo elettromagnetico (5000 Volt/metro e 100 microTesla), escludendo quelli aventi distanze dai fabbricati inferiori previste dall'art.5 del DPCM 23 aprile 1992. La maggior parte degli impianti da risanare resta dunque fuori dalla prima fase.
Alcune Regioni come quella del Veneto e la Regione Lazio, hanno emanato una propria legge, altre lo stanno facendo.
In ognuna di queste leggi, comunque, vengono considerati gli effetti a lungo termine e quindi fissate distanze di rispetto dalle abitazioni di 150 metri per linee a 380000 Volt e, per le altre tensioni, una distanza tale che a 1.5 metri da terra vi sia un campo elettrico non superiore a 500 Volt/metro e un campo magnetico non superiore a 0.2 microTesla.
Una proposta di legge Nazionale presentata il 15/4/1994 da alcuni deputati (Scalia, Mattioli ed altri) e che tiene conto degli effetti a lungo termine è stata portata avanti con conclusioni incerte.
Anche la comunità europea si è interessata a questo problema: il 5 maggio 1995 il Parlamento Europeo -dopo un ampio dibattito, in cui sono state considerate tutte le problematiche dovute ai campi elettromagnetici - ha impegnato la Commissione a emanare una direttiva per ridurre le emissioni elettromagnetiche al minimo consentito dalla tecnologia, al fine di ridurre l'esposizione dei lavoratori e della popolazione ai campi elettromagnetici.