La parola polis appare per la prima volta nelle opere di Omero e significava l’acropoli, vale a dire l’altura fortificata e difesa dalle mura, in cui si trovavano il palazzo del re ed il tempio dedicato alla divinità protettrice.

Con il passare del tempo la parola polis assunse il significato di città intesa come insieme del nucleo urbano e del territorio circostante, e soprattutto come unità politica autonoma (che oggi chiameremo Stato).

Il territorio di una polis si divideva così: c’era l’acropoli al centro della periferia, l’agorà che era la piazza di ritrovo e la via Sacra che collegava l’acropoli al Santuario delle città.

 

IL CONCETTO DI CITTADINANZA

La cosa più importante del mondo greco è il concetto di cittadinanza.

Il diritto di cittadinanza spettava a chi non era nato da padre cittadino; chi non lo era, poteva vivere liberamente in città con la sua famiglia, ma non possedeva diritti politici.

Questi semplici residenti erano detti <<meteci>>.

 

DIVERSE FORME DI POLIS

La polis poteva essere governata da una sola persona o da di più:

se il magistrato era uno solo e rimaneva in carica a vita si chiamava basileus (re);

se il governo era nelle mani di un gruppo ristretto di persone la polis era aristocratica (aristocrazia o oligarchia);

infine quando era governata dal popolo o demos era democratica.

Nella Grecia antica potevano partecipare alla vita politica solo i cittadini uomini con età maggiore ai 18 anni, infatti senza considerare gli stranieri e gli schiavi che non erano oggetto di diritto anche le donne, anche se considerate cittadine, non potevano partecipare alle assemblee.

Pagina a cura di: Ragno,Gioia,Ingari

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