Adolfo Serafino e gli Autonomi nella Val Chisone

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In Val Chisone le organizzazioni partigiane nacquero molto presto. Infatti, a partire dal pomeriggio del 9 settembre 1943, furono organizzati i primi gruppi armati grazie all'opera di alcuni uomini carismatici come Maggiorino Marcellin; nel maggio del 1944, quest’ultimo diede vita ad una formazione con Ettore Serafino, Tullio Giordana, Tonino Guermani e Giovanni Gonnella (Ferrua) che verso la fine d'agosto risultò divisa in due  brigate: la Monte Albergian in Val Chisone e la Monte Assietta in Val Susa. Entrambe le brigate si misero così alla ricerca dell'equipaggiamento necessario - armi e munizioni - nelle caserme della zona.

Contemporaneamente nella zona di Perosa Argentina nacque un altro gruppo che vide come maggiori esponenti i fratelli Gay.

In seguito ai rastrellamenti nazisti, molte delle bande che si erano formate si fusero. Ne furono un esempio la banda dei fratelli Gay e quella di Marcellin, che negli ultimi mesi del 1944 diedero vita alla 44a Divisione Alpina Autonoma "Val Chisone", di cui Adolfo Serafino faceva parte con la tessera ad honorem n. 67. Al comando della Divisione Alpina vi fu Ettore Serafino, mentre Marcellin fu nominato ispettore della quarta zona nelle Alte Valli Susa con la brigata Giustizia e Libertà della Val Germanasca. Ferrua invece salì al comando della brigata Monte Assietta.

Fra tutte le formazioni che avevano un carattere prettamente militare, la Divisione Autonoma "Val Chisone" si distinse per il fatto di godere di una vera autonomia politica. L'autonomia da ciascun partito politico fu un’importante soluzione ai fini della convivenza fra persone che avevano idee differenti ma che si trovavano ad agire per un fine comune. Infatti dopo l'8 settembre nella Val Chisone si diffusero diverse tendenze politiche, altro elemento per cui questa vallata si distingueva dalle altre[1].

Mi è sembrato significativo ripercorrere qui le principali vicende che riguardano gli Autonomi della Val Chisone[2].

Diario della formazione

1943

Settembre

"Costituzione del primo nucleo che raggiunge presto i sessanta effettivi."

Ottobre

Primo rastrellamento a San Bartolomeo senza perdite. Primi collegamenti con la Val Pellice e recupero armi alla frontiera.

Novembre

"Brillante azione di fuoco contro un autocarro di truppa tedesca.

Asportazione del materiale della Caserma del Sestriere. Recupero quaranta mitragliatrici e numerose altre armi nei fortini di frontiera a Bousson e a Fenestrelle."

Dicembre

Distruzione di una camionetta tedesca.

1944

Gennaio

"Corvé in sci per recupero mitragliatrice."

Febbraio

Altro rastrellamento con un solo caduto, tre feriti e un prigioniero.

Marzo

La formazione conta duecento uomini e attacco al presidio tedesco di Perosa Argentina.

Dopo tre giorni di continui combattimenti, tutti e duecento raggiungono la Val Troncea in quarantotto ore nonostante siano privi di viveri e la neve e il ghiaccio li ostacolino.

 Aprile

"Attacco ad un torpedone di tedeschi" e rastrellamento nella Val Troncea da parte delle S.S. assalite da pattuglie volanti.

Maggio

Grande rastrellamento in Val Pellice, Val Germanasca e Val Chisone.

 Giugno

Attacco a Perosa Argentina con bombardamento molto intenso. Respinto attacco a Sestriere.

 Luglio-Agosto

Circondati dai nemici, molti compagni si sacrificano. Nella Val Susa nasce la brigata Val Dora e si costituisce la prima divisione autonoma Val Chisone al comando di Marcellin.

Settembre

Attacchi e imboscate alle forze tedesche e servizi di corvèe di staffetta con la Francia. Sulla ferrovia Torino-Pinerolo azioni contro i nazifascisti.

 Ottobre

Tre feriti nel corso degli attacchi ai caselli della Torino-Pinerolo.

 Novembre

A Cantalupa muoiono sei patrioti, tra i quali cinque ufficiali.

Dicembre

Perdono la vita eroicamente Lupo, Giorgio Catti e Erminio Long. Riduzione al 60% degli effettivi a causa dell'insufficienza del vettovagliamento e dell'alloggiamento.

1945

Gennaio

Giustiziati alcuni dei banditi imboscati.

Febbraio

Disarmi di sentinelle e presidi nemici.

Marzo

Recupero di armi e munizioni a Sestriere. Ancora sabotaggi sulla ferrovia Torino-Pinerolo.

Aprile

Lavoro di riorganizzazione, sabotaggio e propaganda. "Alla sera del 25 il comandante riceve da Torino la comunicazione: Aldo dice 26 per 1 per l'attuazione del piano E 27. La notte stessa i reparti raggiungono le posizioni di attestamento prestabilite […]. Il 27 i tedeschi continuano le stragi di civili in ogni paese dove sono da noi attaccati […]. Al mattino del 29, sotto la nostra crescente pressione, le retroguardie tedesche lasciano Pinerolo […]. Si adottano i primi provvedimenti urgenti per la normalizzazione della valle e delle campagne".

 La guerriglia e il martirio di San Martino

Come scrive l'avvocato Serafino, la gente pensava che le forze partigiane organizzassero attacchi disordinati. La stessa opinione era condivisa dai tedeschi, ma in realtà il coordinamento della guerriglia è stato molto importante ai fini della vittoria. Per esempio nel mese di aprile "le forze partigiane funzionarono come tanti battaglioni e reggimenti di un vero esercito”, come è riportato nel diario di Ettore Serafino sopra citato.

Le azioni effettuate al comando di Marcellin portarono alla conquista paese per paese da Villaretto al Colle del Sestriere, in seguito alla cattura dei presidi nemici. Per difendere le proprie conquiste i partigiani si rinchiudono in trincee a vegliare di notte.

A Villaretto la 228a Compagnia comandata da Enrico Gay pone saldi posti di sbarramento fino a Fenestrelle. Sestriere invece è occupata dalla 231a Compagnia.

A differenza della divisione Giustizia e Libertà, gli Autonomi della Val Chisone preferivano azioni veloci e non sul luogo, bensì lontane dal luogo di provenienza. Ne è un esempio il colpo inflitto all’esercito della RSI il 18 settembre 1944. Quel giorno diciotto partigiani della banda "Catania", scesi dalle sede di Cumiana, trascorsero un giorno a Torino e nella notte del giorno successivo riuscirono a introdursi nella Caserma della Polizia Ausiliaria in via Pesaro[3].

Importante fu l'opera del tenente Adolfo Serafino, fratello di Ettore Serafino. Perse la vita nell'attacco del 4 novembre 1944 nei pressi di Cantalupa, nella frazione di San Martino. Era l'alba di quel giorno e i partigiani erano riuniti nel cortile della grangia. Bevevano del surrogato di caffè, quando i nazisti li accerchiarono. I partigiani tentarono una sortita ma sei di essi morirono a causa dei colpi di mitra che ricevettero. Le Brigate Nere poi liberarono i prigionieri dei partigiani.

Si tratta solo di alcuni esempi eroici di uomini che hanno lottato contro il nemico, come gli Autonomi della Val Chisone.

Pinerolo, maggio 2006                                                     Emanuela Matino


[1] Cfr la tesi di laurea di Roberta Martino, La società pinerolese nella seconda guerra mondiale, Università di Torino, 1999.

[2] Cfr il diario tenuto da Ettore Serafino e pubblicato da Giorgio Groppo, Morire a vent’anni per un ideale. Vite di giovani partigiani della Val Chisone 1943-1945, Gribaudo Editore, 1990, pp. da 33 a 41.

[3] Cfr nota 1.