Mauthausen. Il blocco della morte
Mauthausen, campo di terza categoria, la
peggiore partorita dalla mente criminale di Himmler e soci, destinato ai
soggetti irrecuperabili e quindi da eliminare, aveva fra i suoi orrori uno dei
più feroci sistemi di eliminazione: ”il blocco della morte”.
Piccola fortezza entro la grande fortezza di Mauthausen, anch'essa
circondata da un muro alto tre metri sormontato da reticolati ad alta tensione,
sorvegliato giorno e notte da sentinelle su tre torrette con mitragliatrici;
torrette che servivano anche da tribune per addestrare le reclute delle S.S. ai
sistemi di tortura che venivano applicati, e come osservatorio per le autorità
che venivano in visita al campo. In tali occasioni le urla strazianti dei poveri
prigionieri si sentivano in tutto il campo.
Il blocco era la più completa, manifesta espressione della vile crudeltà degli
sgherri di Himmler e Kaltenbrunner.
I prigionieri erano destinati a morire, ma la morte avveniva a rilento fra
bastonate, torture, punture di spilli, scariche di corrente elettrica, getti di
acqua gelida. E’ impossibile elencare tutti i tipi di sevizie e non c’è da
stupirsi se in sei mesi in quell’inferno morirono 6.000 prigionieri.
Ma un giorno dentro quelle mura si concretò la ribellione: nella notte tra il
2-3 febbraio 1945 i prigionieri di Mauthausen furono destati dal crepitio delle
mitragliatrici che sparavano a raffica. Le baracche furono chiuse dall’esterno e
l'altoparlante diffuse l'avvertimento che chi fosse stato trovato alle finestre
sarebbe stato immediatamente fucilato. Al mattino si apprese che i poveretti del
blocco della morte avevano tentato l'evasione. Fu una carneficina: i più deboli
si erano sacrificati buttandosi sui reticolati ad alta tensione e spianando la
strada per quelli più robusti. Su 800 presenti in quel momento, 150 riuscirono
ad evadere, ma solo 7 riuscirono a sfuggire ai sistematici rastrellamenti delle
S.S. e, a guerra finita, testimoniarono alla televisione di Mosca sulla loro
evasione, ma soprattutto sulle barbare torture subite nel blocco della morte.
Descrizione del “Blocco della morte” – Blocco destinato
secondo le disposizioni della GESTAPO ai paracadutisti alleati, agli ufficiali
prigionieri di guerra russi e ai partigiani slavi. Chi finiva in questo blocco,
nel giro di 3-4 settimane era ridotto ad uno scheletro, sia per mancata
alimentazione sia per le quotidiane sevizie e torture.
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