La fortezza minore di Terezin

Portale d'ingresso Cortile amministrativo Ufficio accettazione Guardina Ufficio del comandante Magazzino degli abiti Portale Blocchi A e B Celle Ambulatorio Ufficio del comando Celle d'isolamento Bagno e camera di disinfestazione Infermeria Barbieria Ospedale Corridoio sotterraneo Obitorio Patibolo Fosse comuni Porta della morte Vasca Cinema Quarto cortile Amministrazione del quarto cortile Celle comuni Cella e patibolo Celle d'isolamento Caserma delle SS Casa padronale Secondo cortile Mensa Terzo cortile Cimitero Planimetria della fortezza minore.

Planimetria della fortezza minore.

Legenda

1. Portale d’ingresso.
2. Cortile amministrativo.
3. Nell’ufficio accettazione (Geschäftszimmer) venivano immatricolati i prigionieri. Era diretto dal vice comandante del carcere, W. Schmidt, processato e condannato a morte nel dopoguerra.
4. Nella Guardina (Wachstube) si provvedeva soprattutto alla censura della posta e agli interrogatori.
5. Ufficio del comandante carcere. Per tutto il periodo bellico occupò questo ufficio Heinrich Jöckel diventando famoso tra i prigionieri per la sua crudeltà. Nel 1946 venne processato e giustiziato.
6. Il Magazzino degli abiti (Kammer) era diretto da K. Wachholz. Qui i prigionieri erano costretti a smettere i propri abiti civili sostituendoli in genere con uniformi scartate provenienti da eserciti sconfitti. Wachholz fu condannato a morte nel 1968 nella Repubblica Democratica Tedesca.
7. Il portale con la scritta “Arbeit macht frei” è un elemento ricorrente nei campi di concentramento nazisti, tuttavia insolito nelle carceri della Gestapo. Si trova nel primo cortile.
8. Il primo cortile suddiviso nei blocchi A e B, in cui si trovano 17 celle comuni e 20 d’isolamento. In questi fabbricati venivano sistemati fino a 1.500 prigionieri.
9. In una cella si ammassavano fino a cento prigionieri. Nella cosi detta cella russa (n.1) finivano i cittadini sovietici, nelle celle 2 e 3 gli ebrei arrestati per attività politica o per inosservanza delle leggi razziali. Ad entrambi i gruppi era riservato un trattamento disumano.
10. Nell’ambulatorio era formalmente a disposizione il dott. B. Krönert di Litomerice, medico di polizia assegnato d’ufficio.
11. L’ufficio di comando del primo cortile fu diretto da A. Neubauer e dopo di lui da S. Rojko; furono ambedue condannati a morte nel dopoguerra. Qui venivano formati i Kommando di lavoro e si tenevano i registri dei prigionieri.
12. Nelle celle d’isolamento erano rinchiusi i prigionieri ai quali era stata inasprita la pena, quelli destinati all’esecuzione capitale o che non erano stati ancora completamente inquisiti.
13. Bagno e camera di disinfestazione.
14. Nell’infermeria i medici provenivano dalle fila dei prigionieri.
15. La cosiddetta barbieria modello fu aperta nel 1944 per dimostrare in quale conto fosse tenuta l’igiene nel carcere.
16. Il blocco dell'ospedale (Krankenrevier). Verso la fine della guerra vi morirono atrocemente di tifo centinaia di prigionieri. Nel 1944 vi si trasferì temporaneamente il reparto femminile.
17. Il corridoio sotterraneo risale al sistema difensivo dell’antica fortezza Giuseppina. Durante l’occupazione non veniva utilizzato. Dal sotterraneo si arriva al patibolo.
18. Nell’obitorio venivano depositati i corpi dei prigionieri torturati a morte. Dalla fine del 1942 i cadaveri venivano bruciati nel crematorio di Bohusovice.
19. Patibolo. Nella Fortezza Minore le esecuzioni cominciarono nel 1943. Circa 250 prigionieri vennero fucilati. L’esecuzione più massiccia, il 2 maggio 1945, colpi 52 prigionieri, in prevalenza membri di gruppi della Resistenza, come l’organizzazione Avanguardia. Il Capestro fu utilizzato solo una volta per l’impiccagione di tre prigionieri. Attraverso il passaggio nel terrapieno si giunge alle fosse comuni.
20. Dalle fosse comuni nel 1945 vennero esumati 601 corpi. I poveri resti furono poi sepolti solennemente nel Cimitero nazionale.
21. Attraverso la Porta della Morte passavano i prigionieri condotti all’esecuzione.
22. La vasca fu costruita nel 1942. Concepita come cisterna antincendio vi si bagnavano i familiari delle guardie. Fu opera degli studenti di Roudnice e dei prigionieri ebrei, maltrattati e picchiati a morte durante il lavoro.
23. Il cinema fu aperto nel 1942 per il personale di guardia. Oggi vi si proiettano documentari sul campo di Terezin, mentre nel vestibolo vengono allestite delle esposizioni.
24. Il quarto cortile cominciò a sorgere nel 1943. I primi detenuti vi giunsero nell’autunno 1944. Nell’ultimo periodo dell’occupazione in questi fabbricati soffrirono e morirono più di tremila persone.
25. Amministrazione del quarto cortile. Vi è oggi deposto il terriccio dei campi di concentramento verso i quali partivano i prigionieri della Fortezza Minore.
26. In ogni cella comune (a sinistra) erano rinchiuse da 400 a 600 persone. Nella cella 44 verso la fine della guerra finivano i detenuti indicati con le lettere XYZ, destinati alla liquidazione. Tra loro vi furono i condannati del 2 maggio 1945. Le due celle sono oggi utilizzate per l’allestimento di mostre.
27. Celle nella parte rialzata del cortile e patibolo per le condanne esemplari. Dopo la fallita evasione di tre prigionieri dalla cella 38 nel marzo 1945 uno dei fuggiaschi, con due uomini e una donna scelti a caso furono giustiziati in un angolo di cortile. Gli altri due fuggiaschi furono catturati e poi lapidati nel cortiletto presso le celle d’isolamento del primo cortile.
28. Le celle d’isolamento del quarto cortile vennero adattate a celle comuni nel 1945.
29. Nelle caserme delle SS erano alloggiati i 120 membri del corpo di guardia SS. In questi ambienti vi è oggi l’esposizione e la galleria del museo.
30. Nella cosiddetta Casa Padronale vivevano il comandante del carcere a alcuni sorvegliante con le famiglie. Oggi vi hanno sede gli uffici del monumento.
31. Il secondo cortile era occupato soprattutto da officine con mano d’opera reclutata tra i prigionieri. Questa parte non è oggi accessibile al pubblico.
32. La mensa era frequentata dal personale del carcere.
33. Il terzo cortile era riservato alle donne dal giugno 1942. Nel 1944 vi alloggiò il primo trasporto di prigionieri diretto al campo di lavoro di Litomerice.
34. Il Cimitero nazionale è stato costruito gradualmente dal 1945 al 1958. Vi sono sepolti i resti delle circa diecimila vittime della Fortezza Minore, del ghetto di Terezin e del campo di Litomerice. 2.386 sono le tombe singole.