La forca per l'esecuzione dei prigionieri.
Situato 35 km a nord di Berlino, fu aperto il 12 luglio
1936. Fu il più vasto dei lager della Germania settentrionale: dalle 68
baracche, per circa 10.000 prigionieri, del primo stadio si finì con più di 200
baracche, con deportati destinati a lavori industriali e agricoli. Nel 1940
furono costruiti due crematori; in una baracca per uccisioni in massa furono
massacrati 18.000 prigionieri di guerra russi; nel 1942 furono allestite
strutture per il colpo alla nuca, una camera a gas, altri quattro crematori e
quattro forche. Oltre ad essere luogo di sterminio per mezzo del lavoro,
Sachsenhausen fu teatro di esperimenti medici nella cosiddetta infermeria
modello, che non era altro che una camera di tortura; in particolare vi si
praticava la sperimentazione di unguenti contro le ustioni al fosforo, pratica
particolarmente dolorosa perché i deportati dovevano prima essere ustionati.
Dal lavoro dei deportati trassero profitto varie imprese economiche, fra cui la
DEST (vedi Mauthausen e Gusen). Il campo è stato liberato il 27 aprile 1945
dall'Armata Rossa.