Auschwitz, nome tedesco di Oswiecim, città di 30.000
abitanti nella Polonia meridionale, nel cuore dell’Europa centrale. Rispetto
alle diverse zone occupate dalle armate tedesche, venne scelta dai nazisti come
sede di un campo di deportazione al comando del capitano delle S.S. Rudolf Hoess; sotto la personale giurisdizione del capo delle S.S. Himmler, Auschwitz
divenne campo di sterminio, il più grande di quanti ne organizzarono i nazisti.
Il lager cominciò a funzionare il 14 giugno 1940 con un primo convoglio di
politici polacchi, e polacchi furono in prevalenza i prigionieri per tutto il
1940. Ma dal 1941 cominciarono ad esservi deportati politici tedeschi, austriaci,
cecoslovacchi, jugoslavi e prigionieri di guerra russi. Successivamente fu la
volta di politici di tutte le nazioni europee e dopo il settembre 1943 anche di
molti italiani.
Prima di essere processato a Varsavia Hoess fu chiamato a deporre al processo di
Norimberga e, in tale circostanza, confermò una sua dichiarazione giurata secondo
la quale le vittime di Auschwitz erano 2.500.000 uccise con il gas e 500.00
morti di fame o malattia che secondo Hoess rappresenterebbero il 70-80% delle
persone inviate in prigionia.
Secondo la commissione d’inchiesta le vittime sarebbero 4.000.000
Il costante aumento dei deportati indusse i nazisti ad estendere il campo e a
suddividerlo in sedi diverse.
Nel vicino campo di Birkenau, attrezzato con varie camere a gas e forni
crematori, i deportati vivevano in condizioni disumane: in baracche di legno
costruite per scuderie, furono ammassate fino a 1200 persone nello spazio già
destinato a 50 cavalli.
Fu costruito un apposito binario di raccordo ferroviario onde permettere ai
convogli carichi di deportati di giungere fin quasi all’ingresso delle camere a
gas.
Alla fine del 1942 cominciano ad affluire a Birkenau convogli carichi di ebrei:
famiglie intere comprendenti donne, vecchi e bambini. A tutti, i tedeschi dicevano
che andavano ad abitare in nuovi insediamenti e quindi potevano portare dietro
tutti i loro averi. Ma appena giunti a Birkenau dovevano lasciare i bagagli sui
carri bestiame: donne, vecchi e bambini venivano subito inviati alle camere a
gas, mentre pochi uomini riconosciuti fisicamente abili venivano avviati ai
campi di lavoro.
Auschwitz fu liberata il 27 gennaio 1945 dai russi che vi arrivarono di sorpresa
ed evitarono che le S.S. trucidassero gli ultimi superstiti.