Questi impianti, costruiti in prossimità di importanti giacimenti di carbon fossile, avrebbero dovuto produrre 30.000 tonnellate annue di gomma sintetica e 700.000 tonnellate al mese di benzina sfruttando la mano d’opera degli schiavi di Auschwitz. Il funzionamento di tali impianti costò la vita a 25.000 deportati e fu anche un fallimento economico: la Farben vi spese 900 milioni di marchi per produrre una modesta quantità di benzina e neanche un chilo di gomma.