Era un campo simile a quello di Sobibor, ma con una capacità di eliminazione maggiore, tanto che si parla di più di un milione e mezzo di eliminati.
Legenda
CAMPO DI RACCOLTA
1. La rampa (piattaforma della stazione) dove lavorava il “ Kommando blu”. (1a)
Binario per il campo di lavoro di Treblinka, a circa due chilometri di distanza
– installazione separata nella quale lavorano prigionieri in maggioranza
polacchi cristiani, non ebrei.
2. Grande baracca per la cernita dei materiali, in seguito camuffata (sul lato
che dava verso la ferrovia) da stazione ferroviaria con (2a) un finto orologio e
(2b) una finta biglietteria; (2c) porte scorrevoli che venivano usate soltanto
dopo che le vittime erano state portate via.
3. Piazzale della cernita, dove lavorava il “ Kommando della cernita “; (3a)
latrina.
4. Il Lazarett (finto ospedale); (4a) fossa per l’incinerazione dei cadaveri;
(4b) muricciolo di terra; (4c) garitta per la guardia.
5. Fossa per i cadaveri dei trasporti.
6. Baracca della svestizione, dove lavorava il “Kommando rosso” per uomini e
(6a) per donne; (6b) cassa; (6c) taglio di capelli; (6d) tabellone delle
istruzioni.
7. Ingresso principale; (7a) ingresso delle guardie; cancello del “Tubo” (7c);
(7d) deposito delle bottiglie, pentole, vasi, eccetera.
CAMPO DELLA MORTE
8. “Il Tubo” che portava direttamente alle nuove camere a gas, dove si entrava
attraverso piccole porte (8a) da un corridoio centrale, e che venivano
sgomberate dei cadaveri attraverso porte più grandi (8b). Locale del motore (8c)
che produceva gas da combustione di monossido di carbonio.
9. Vecchie camere a gas; (9a) locale del motore.
10. Fosse di seppellimento, inizialmente con impiego di calce, in seguito
svuotate e riempite di ceneri, dopo che i cadaveri erano stati bruciati sulle
“Graticole”.
11. Le “Graticole”; (11a) fossa usata per esperimenti di incinerazione ; (11b)
fossa non utilizzata.
12. Alloggiamenti degli ebrei che lavoravano nel campo della morte; (a) donne;
(b) medici; (c) Kapos; (d) docce; (e) latrine; (f) uomini; (g) cucina; (h)
lavatoio all’aperto.
CAMPO RESIDENZIALE
13. Appelplatz (piazzale dell’appello).
14. Alloggiamenti degli ebrei da lavoro; (a) ebrei dell’oro; (b) donne; (c)
falegnami; (d) sarti; (e) calzolai, (f) Kapos; (g) infermeria; (h) lavanderia;
(i) cucina; (j) dormitori, (k) finestre con inferriate; (l) latrine.
15. Stalle.
16. Magazzino degli indumenti.
17. Panificio.
18. Deposito di carbone.
Il campo di Treblinka entrò in funzione il 23 luglio 1942. Nelle prime cinque
settimane furono gassati 250.000 ebrei.
Di fronte all’enormità di questi arrivi le tre camere a gas si dimostrarono
insufficienti.
Venne così costruito un edificio con ben dieci camere a gas portando la capacità
di sterminio a 4.000 persone per ogni gassazione.
Questa nuova capacità di gassazione fu utilizzata per uccidere gli ebrei
prelevati dai ghetti di Varsavia e Bialystok.
Sobibor e Treblinka sono due esempi di lager di
eliminazione, usati in particolare per la soppressione
degli ebrei.
Treblinka è il più conosciuto dell’atroce serie dei campi polacchi di
eliminazione. Iniziò a funzionare nel luglio del 1942. La ferrovia entrava
direttamente nel campo; i prigionieri, fatti scendere dai carri bestiame,
venivano incolonnati nel “tubo”, una galleria artificiale ove venivano fatti
spogliare; si diceva loro di legare le scarpe assieme per non trovarle spaiate
dopo la doccia e quindi li si faceva entrare nelle camere a gas camuffate
appunto da docce. Non esistevano crematori e quindi si faceva ricorso a fosse
comuni. I cadaveri, però, erano centinaia di migliaia e la putrefazione
provocava puzza insopportabile. Si ricorse allora a roghi all’aperto: sopra
enormi fosse ove bruciava in continuazione legname resinoso si appoggiavano
binari ferroviari, a mo’ di graticole. Una gru serviva per
trasferire sulle graticole i cadaveri estratti dalle camere a gas. Sulla base
dei carteggi dei trasporti ferroviari conservati dall’amministrazione tedesca e
valutando tutti i possibili dati esistenti, si stima in circa 800.000 il numero
delle vittime a Treblinka. Stesso discorso per Sobibor: la costruzione iniziò a
metà marzo '42; in autunno le camere a gas erano sei e permettevano di uccidere
circa 500 persone per volta. Anche qui la ferrovia entrava nel campo e, con la
stessa procedura usata a Treblinka, si mandavano alle “docce” i poveri
prigionieri, che poi venivano bruciati sulle graticole dopo la negativa
esperienza delle fosse comuni. Il 14 ottobre 1943, a Sobibor, un’insurrezione diretta da un
ufficiale russo permette l'evasione di qualche deportato, ma sarà seguita dallo
smantellamento del lager, che si concluderà verso la fine del mese di novembre.