
Legenda
1 - Portone d’ingresso
2 - Piazza dell’appello
3 - Muro del pianto
4 - Docce e disinfezione
5 - Lavanderia
6 - Cucine
7 - Prigioni
8 - I primi crematori
9 - Il nuovo crematorio, camera a gas
11 - Camera autopsia
12 - Camera mortuaria
13 - Nuova infermeria mai entrata in funzione
14 - I locali del colpo alla nuca
15 - I locali della forca
16 - III campo
17 - II campo
19 - Blocco morte
20 - Blocco falsari
32 - Blocco 1 degli uffici
33 - Blocco per la fustigazione dei deportati
37 -Torrette del portone d’ingresso
38 - Monumento delle nazioni europee
39 - Kommandantur
40 - Cortile del garage S.S.
41 - Scala garage
43 - Ospedale
46 - Muro dei paracadutisti
47 - Scalinata alla cava, 186 gradini
48 – La cava
A fine guerra il complesso del lager era di 39 baracche (chiamati blocchi) e 14 grandi tende per una capienza di 18-20.000 prigionieri. Fuori dalle mura erano stati eretti dai prigionieri: il palazzo della Kommandantur costruito interamente in granito della cava, case per ufficiali e loro famiglie, capannoni per la truppa, garage per le SS, una tenuta agricola perfettamente autonoma. Una città di 95 costruzioni fra baracche, edifici in muratura e grandi tende.
Subito dopo l'annessione dell'Austria da parte dei nazisti,
Himmler, capo delle SS e della Gestapo, e il generale Pohl, capo dei servizi
speciali delle SS, visitano la cava di Mauthausen e si rendono conto che è
adatta alla costruzione di un lager. Si recano quindi al municipio di Vienna,
proprietario della cava, per trattarne l'acquisto o, in alternativa, l'affitto.
Contemporaneamente a Berlino viene costituita la Soc. DEST. (Deutscheerd- und
Steinwerke GMBH) con capitale interamente delle SS, che ne otterrà l'acquisto
per pochi soldi. Tutto è pronto per la costruzione del lager, che inizia l'8
agosto 1938 con 300 prigionieri dirottati dal lager di Dachau. Costruito vicino
alla grande cava di granito, si trasformò ben presto in un affare economico,
sfruttando il lavoro dei deportati, ma anche in una potente macchina di morte
per questi prigionieri. Si calcola infatti che dei circa 220.000 deportati circa
140.000 vi trovarono la morte, assassinati nella camera a gas, massacrati nelle
cave di Mauthausen e Gusen, stremati dalla denutrizione nello scavo di
ciclopiche gallerie a Gusen, Ebensee, Melk; fatti precipitare da un dirupo della
cava, oggi ancora ricordato come "muro dei paracadutisti", esposti nudi ai
rigori dell'inverno, ma soprattutto sfruttati nel lavoro con un'alimentazione
consistente in un litro di brodaglia di acqua e rape, 150 grammi di pane fatto
di tutto fuorchè di farina e 20 grammi di margarina.
Mauthausen, con le sue 49 dipendenze, classificato lager di terza categoria, la
peggiore partorita dalla mente criminale di Himmler e soci, destinato a elementi
irrecuperabili, aveva, fra i suoi orrori, uno dei più feroci sistemi di
eliminazione: il “blocco della morte”, ideato da quel criminale del suo
comandante, il colonnello Ziereis, un ex-falegname assurto agli onori del
comando in pochi anni, coadiuvato dal suo vice tenente colonnello Bachmayer, un
ex-ciabattino anch'esso con rapida carriera diventato vice-comandante di lager.
Normalmente a Mauthausen vi erano 18.000 prigionieri sistemati in 15 baracche
del 1° campo, quelli che avevano già un lavoro fisso, ed in altre 15 dei tre
campi, detti di quarantena, ove si rimaneva 5/6 giorni dopo l'arrivo in attesa
della destinazione. Ai primi di settembre '44, non essendo più sufficienti le
baracche, fu costruito fuori delle mura un campo di tende.