Dopo che Fossoli non ebbe più funzione di campo di raccolta e transito, le deportazioni continuarono nel lager di Gries.
Chiuso Fossoli, la funzione di smistamento dei prigionieri
italiani verso i lager nazisti viene espletata dal campo di Bolzano. Esso era
gestito dal comando SS di Verona; la guarnigione del campo era formata da
tedeschi, italiani, sudtirolesi e ucraini al comando delle SS Titho e Haage
(quelli di Fossoli). Progettato per 1500 prigionieri, ne conteneva in media
circa 4000.
Mentre a Fossoli non si lavorava, se non eccezionalmente, e si potevano ricevere
pacchi viveri, a Bolzano si lavorava pesantemente 12 ore al giorno con un vitto
scarso e inadatto ai lavori pesanti che i prigionieri dovevano fare: in parole
povere si viveva l’anticamera dei lager nazisiti.
A Gries furono fucilati 23 soldati italiani (il 12 settembre 1944) e 25
paracadutisti USA, mentre 14 prigionieri morirono in seguito alle sevizie degli
aguzzini ucraini.