Il campo fu inizialmente gestito dai fascisti della banda Pollastrini di Roma, che si dimostrarono più violenti delle stesse SS Alla chiusura di Fossoli il tenente Titho e il maresciallo Haage ne presero il comando coadiuvati da SS e soldati ucraini.
I prigionieri maschi erano sopratutto politici (partigiani) con alcuni
disertori, ebrei, zingari, e prigionieri alleati.
Le donne erano soprattutto ostaggi: mogli, figlie, sorelle, madri di
perseguitati politici, con alcune ebree, zingare prostitute.
I bambini erano figli di deportati già avviati in Germania .
I prigionieri venivano impiegati per i lavori pesanti, sgombrare macerie,
disinnescare bombe e riparare binari ferroviari. Le donne dovevano preparare i
pasti nei lager, far pulizia nelle case delle S.S e lavorare nella fabbrica IMI.